Variante della Tremezzina, la Valle Intelvi: «Con la Regina chiusa siamo schiacciati»

Traffico Statale Regina

«A inizio novembre dovrebbe partire il cantiere. Io non vedo ancora un cartello. Sarebbe servita una programmazione più accurata. Ora spero si organizzino meno riunioni politiche e più confronti tecnici con l’azienda che si occuperà dei lavori». Sono le parole di Mario Pozzi, sindaco di Centro Valle Intelvi.

L’intera valle – diecimila abitanti – con l’ipotizzata chiusura della statale Regina per il cantiere per la variante della Tremezzina rischia pesanti disagi. Il sindaco Pozzi chiarisce subito: «La variante serve. La vogliamo. Però abbiamo due problemi: il primo è quello relativo all’ex cava Citrini, che diventerà un punto di betonaggio per il cantiere. Noi abbiamo proposto un’alternativa e attendiamo ancora l’approvazione. Il secondo è relativo al traffico. Con la Regina chiusa, i nostri sbocchi saranno due: la Porlezza-Osteno, strada dal traffico già complicato e non immune da rischi meteorologici e idrogeologici, e la Valmara verso la Svizzera, collegamento dalle ridotte capacità».

Pozzi lamenta poi uno scarso coinvolgimento della Valle Intelvi nel processo di avvicinamento al cantiere, ma soprattutto ha dubbi sui tempi. «Ho trascorso tanti anni nei cantieri. Arrivo da quel mondo. I lavori dovrebbero partire a novembre, in pratica domani. E ancora non vedo nulla. Un cartello, un casottino, un allestimento. Forse – conclude il sindaco di Centro Valle Intelvi – un cantiere così importante, in una zona così delicata, avrebbe meritato una programmazione più accurata». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Schignano, Ferruccio Rigola, che da presidente della Comunità Montana Lario Intelvese ha preso parte anche all’ultimo tavolo in Prefettura. Incontro dopo il quale lo stesso prefetto di Como, Andrea Polichetti, aveva chiesto ad Anas di cercare una soluzione per non chiudere la Regina.

«Il prefetto ha ben presentato tutte le nostre preoccupazioni – dice Rigola – La Valle Intelvi con la Regina chiusa andrà incontro a disservizi enormi. Già dovremo sopportare il traffico dei camion con il materiale di cantiere verso la cava, ma se chiude la statale vuol dire avere anche tutte le auto dei frontalieri. Rimarremo schiacciati. La Valle ha due uscite, quella per Dizzasco e quella che fa il giro di Schignano, paese di cui sono sindaco. Qui se passano già poche auto in più si rischia una situazione invivibile». Schignano ha già sperimentato problematiche di traffico nelle scorse settimane, con la chiusura per frana della Regina a Colonno.

«Non entro nelle questioni tecniche e credo che l’opera sia necessaria per il territorio, però non si può schiacciare la Valle Intelvi. Nessuno in passato aveva mai parlato di chiudere la Regina. Siamo stati chiamati ai tavoli anche tardi, ci hanno presentato un progetto che non possiamo gestire. Davvero siamo rimasti spiazzati – rimarca Rigola – Va trovata una soluzione per i paesi del lago, ma anche per la Valle. Anche se venisse prevista la presenza delle forze dell’ordine 24 ore su 24 per gestire la viabilità nei punti più critici ci sarebbero code e rallentamenti. Dobbiamo rassicurare i residenti e trovare subito delle soluzioni».

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