Variante della Tremezzina, mercoledì l’incontro con il Consiglio dei lavori pubblici

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Il pericolo che l’appalto della variante della Tremezzina potesse finire nelle pastoie della burocrazia o, peggio, nel dimenticatoio ha scosso nelle ultime settimane tutta la politica lariana. L’allarme lanciato dal sindaco Mauro Guerra ha prodotto una mobilitazione ampia: nessuno, a Como, vuole che la Tremezzina diventi una Tav in sedicesimo.
Oggi, a Gravedona ed Uniti, nella sede della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio, il deputato del collegio altolariano, Ugo Parolo, ha chiamato a raccolta gli interlocutori istituzionali del territorio e ha fatto il punto della situazione, annunciando la prossima trasferta romana fissata tra 5 giorni. Il 20 marzo, lo stesso Parolo e Guerra incontreranno i vertici del consiglio superiore dei lavori pubblici per avere certezze sui tempi di realizzazione della variante. L’obiettivo principale – ha detto il parlamentare del Carroccio – è «verificare tempi e modalità con i quali il consiglio intenderà rilasciare il parere» necessario affinché l’iter dell’appalto della variante prosegua la sua corsa senza ostacoli.
In realtà, dalla riunione di ieri a Palazzo Gallio è emersa un’altra notizia, forse ancora più importante: la possibile convocazione del consiglio superiore per venerdì 22 marzo.
I tempi sono già stati scanditi. Il consiglio ha 90 giorni per esprimersi. Se in questa griglia temporale arrivasse l’ok, l’Anas riuscirebbe a emanare il bando per i lavori entro l’autunno. «Occorre continuare con grande determinazione a intervenire su ogni passaggio del procedimento, con la massima unità territoriale e politica, per assicurare l’obiettivo di arrivare in autunno al bando di gara. Si può e si deve fare», dice infatti il sindaco Mauro Guerra. 
E sulla necessaria «unità del territorio, fondamentale per raggiungere obiettivi complessi come la variante della Tremezzina», ha insistito ieri anche Ugo Parolo, che si è detto determinato a «chiedere tutte le informazioni necessarie e gli impegni sui tempi di conclusione dell’iter di approvazione del progetto» di una infrastruttura attesa ormai da molti anni e oggi diventata indispensabile per decongestionare il traffico sulla Regina.

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