Variante della Tremezzina, parla il progettista: «Rispetteremo i tempi del bando di gara»

Una immagine al computer di un tratto della variante della Tremezzina

Il progetto esecutivo della variante della Tremezzina sarà presentato nei tempi stabiliti dal bando di gara. «Noi speriamo di chiudere anche prima, siamo già al lavoro per questo», dice Alessandro Damiani, direttore generale della Lombardi Ingegneria srl, una delle aziende associate al Consorzio Stabile Sis di Torino nella proceduta di appalto terminata giovedì con l’assegnazione in via provvisoria da parte di Anas.
Damiani è a capo di un grande studio di progettazione con sede in Italia ma la cui proprietà è svizzera. E in effetti, guardando con attenzione il profilo delle società che compongono il cartello aggiudicatario della variante, si scopre come esso abbia una forte impronta internazionale.
Oltre alla Lombardi Ingegneria, infatti, figura tra i costruttori la multinazionale Sacyr Costruccion sau, uno dei colossi dell’industria edilizia spagnola.
Il Consorzio Stabile Sis di Torino, in effetti, è formato da tre aziende che da anni collaborano tra loro, costruendo grandi infrastrutture in ogni parte del mondo. Si tratta della già citata Sacyr, della Inc spa e della Sipal spa, queste ultime due con sede legale sempre nel capoluogo piemontese.
Il lotto delle aziende che si sono aggiudicate la gara per la Tremezzina è chiuso dalla Exa Engineering srl di La Spezia.
«La Lombardi Ingegneria progetterà i tunnel e parte degli impianti – dice Alessandro Damiani – la Sipel si occuperà degli imbocchi e degli altri impianti mentre alla Exa Engineering è affidata la parte dello smaltimento dei materiali di scavo. Sacyr e Inc sono invece le imprese costruttrici».
Damiani conferma che a Griante, di fronte all’imbocco Nord della variante, sarà realizzato il porto di approdo delle chiatte che trasporteranno gli inerti via lago. A Sud, invece, tra Colonno e Argegno, i camion si muoveranno sulla Regina.
«Dobbiamo completare qualche indagine geognostica integrativa ma riusciremo a finire il progetto esecutivo nei tempi stabiliti dal bando – conferma l’ingegner Damiani – speriamo anzi di poter guadagnare qualche settimana». Se tutto andrà come deve, al netto di ricorsi e intoppi vari, il cantiere potrebbe essere consegnato a metà del prossimo anno. Dopodiché, il bando di gara assegna oltre 7 anni per la conclusione dei lavori. Difficile, quindi, che per le Olimpiadi del 2026 a Milano e in Valtellina la strada sia pronta.

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