Variante della Tremezzina, quell’iter tra passato e futuro. Le dichiarazioni di Paolo De Santis e Sergio Rovelli

Variante della Tremezzina

Come ha di recente ricordato Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina, la storia della Variante in galleria, che la scorsa settimana ha avuto il via libera da Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, è stata travagliata ed è partita molti anni fa. Tra chi “spinse” per l’opera, agli albori, anche Sergio Rovelli del Comitato Pro Statale Regina.
«Diciamo che negli ultimi 20 anni abbiamo combattuto per tutte le gallerie della Regina – commenta il dottor Rovelli – Ben venga ora quella della Tremezzina. Plaudo a chi ha portato avanti la questione. L’iter si sarebbe potuto chiudere due anni fa, senza quelle lungaggini ambientaliste ed ecologiste. L’ideologia ha rischiato di annientare quest’opera».
Rovelli mette in guardia il territorio sul futuro.
«Ora si dovrà vigilare sugli appalti – spiega – Il Comasco dovrà seguire ancora con attenzione tutti i passaggi e la direzione dei lavori. Purtroppo la storia d’Italia è fatta anche di appalti al ribasso e subappalti. Su quest’opera non si può sbagliare. Servirà la massima vigilanza».
«L’approvazione ripaga dieci anni di lavoro costante da parte della Camera di Commercio di Como – spiega l’ex presidente camerale, Paolo De Santis – Voglio ricordare in modo speciale l’impegno di Cornelio Cetti (allora vicepresidente ndr) su un tema di straordinaria valenza per il futuro».
De Santis ricorda quel primo passo nell’autunno 2004. «Incontrammo il Comitato istituzionale dei sindaci della sponda Ovest del lago a Nord di Argegno, che si era costituito dopo che aveva aperto il fronte il Comitato Pro Statale Regina promosso da Rovelli, cui vanno non pochi meriti».
L’istituto camerale assunse subito il ruolo di promozione e di coordinamento tra le Istituzioni e finanziò le prime fasi di progettazione.
«Da quel momento si sono succeduti moltissimi incontri, relazioni, deliberazioni» e la firma di due fondamentali Convenzioni, la prima tra Ministero delle Infrastrutture, Anas, Regione, Provincia e Camera di Commercio e la seconda tra Camera di Commercio, Provincia, Comunità Montana Lario Intelvese e tutti i Comuni interessati dal tracciato, da Colonno a Griante.
L’ex presidente ricorda il lavoro «determinante di Pietro Cinquesanti e dei suoi tecnici, condotti dall’ingegner Bruno Tarantola».
«Dopo alcuni mesi di lavoro apparve chiaro che l’opera doveva essere progettata in un unico lotto anziché due, come inizialmente previsto da Anas, per una serie di motivi, il principale di natura ambientale, che l’avrebbero resa di fatto irrealizzabile – spiega ancora l’ex presidente – Riuscimmo a convincere Anas, il Ministero e la Regione, con la conseguente faticosa revisione della convenzione iniziale e del complesso piano finanziario. Dopo tanto impegno si arriva al 2014, con il progetto ormai maturo per i finanziamenti del Ministero e della Regione e per le tante approvazioni, ultima quella di pochi giorni fa».
«Sul tema della Variante per dieci anni Camera di Commercio, Provincia e sindaci, supportati dalla Regione, sono riusciti a fare squadra in modo straordinario – dice ancora – poi la partita si è trasferita a Roma, dove tanti hanno dato un contributo prezioso, con il ruolo e il lavoro determinante di Mauro Guerra».
«Adesso non bisogna commettere l’errore di considerare la Variante già fatta – conclude – Occorre che il territorio e i politici che ci rappresentano continuino ad impegnarsi fino a quando l’opera sarà realtà».

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