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William Vecchi. Saracinesca Real

altL’ex numero 1 del Como è il preparatore dei portieri delle “Merengues”, che sabato giocano la finale di Champions
«William Vecchi? Un professionista serio e una persona umile che merita grandi soddisfazioni e di lavorare in un grande club come il Real Madrid». Parole di Giuseppe “Pippo” Marchioro, allenatore del Como che tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 fece il doppio salto dalla serie C1 alla A.
Di quella squadra William Vecchi era l’estremo difensore. Ora, l’ex numero 1 azzurro è il preparatore dei portieri del Real Madrid, a fianco di Carlo Ancelotti. E sabato prossimo le “Merengues” sfideranno i cugini dell’Atletico Madrid nella finalissima di Champions League.

Un grande ex del Como, dunque, all’assalto del trofeo europeo più importante. Prima di arrivare sul Lario aveva giocato nel Cagliari e con il Milan. Con i rossoneri si conquistò il titolo di “Eroe di Salonicco” per le sue parate nella finale di Coppa delle Coppe, conquistata dai rossoneri contro il Leeds (successo per 1-0 con rete di Luciano Chiarugi, era il 1973).
Dopo l’esperienza sul Lario, Vecchi – nato nel 1948 a Scandiano, Reggio Emilia – andò a giocare alla Spal, prima di dedicarsi alla carriera di allenatore dei portieri. Sotto le sue cure sono passati grandi nomi: uno su tutti, Gigi Buffon che lo ha sempre considerato il migliore preparatore che ha avuto nella sua carriera.
Giuseppe “Pippo” Marchioro non può che avere parole di elogio per lui. «Non ne posso che parlare bene – dice l’ex tecnico azzurro, 78 anni – dell’uomo, dell’allenatore e del portiere».
«L’ho avuto al mio fianco come preparatore per sette anni alla Reggiana e poi al Genoa – aggiunge – e per lui parlano i risultati che ha ottenuto, i grandi giocatori che ha cresciuto e la stima che tutti nell’ambiente hanno per lui. In ogni esperienza della sua carriera ha sempre fatto bene».
Il rapporto tra Marchioro e Vecchi è molto stretto. «Posso dire che lo considero come un fratello – aggiunge – È una persona umile, che sta al suo posto, che non ama molto le interviste, ma che allo stesso tempo dice le cose in faccia, senza troppi giri di parole, anche allo stesso Carlo Ancelotti se è il caso. E ovviamente sono contento per lui, visto che la squadra in cui lavora, il Real – e Marchioro sottolinea alzando la voce il nome della squadra spagnola – sta per giocarsi la Champions».
Per quanto riguarda il William Vecchi portiere, Marchioro spiega: «Era moderno già all’epoca. Io non ho mai amato quei giocatori capaci solo di parare, ma mi piacevano quelli che sapevano disporre i compagni, che avevano sensibilità con i piedi e quindi in grado di agire anche in disimpegno, come succede oggi. Negli anni ’70 lui era un’eccezione: era già avanti».
Tra gli ex di quel super- Como che è rimasto in contatto con Vecchi c’è Luigi “Gigi” Gozzoli, ex difensore, oggi procuratore.
«Che dire del Vecchi portiere? Noi eravamo tranquilli, perché sapevamo che dietro c’era uno come lui – afferma – Mi ricordo in una gara a Verona, terminata 0-0, una sua strepitosa parata come quella di Dino Zoff, ai Mondiali del 1982, al 90’ nella partita contro il Brasile».
«Prima che andasse al Real vedevo William ogni settimana – rivela Gozzoli – visto che era nel settore giovanile del Milan. Allevava i ragazzi e posso dire che, lui che aveva lavorato ad altissimi livelli, metteva la professionalità di sempre e non si è mai lamentato. Mai una parola fuori posto. Non ha mai considerato quella situazione un declassamento. E questo fa capire il valore della persona».
Anche l’ex terzino azzurro sabato sera seguirà il derby di Madrid, che mette in palio la Champions, pensando all’amico e alla sua carriera.
«Ci sono collaboratori che rimangono dietro le quinte – conclude “Gigi” – ma che hanno un ruolo fondamentale nei successi delle squadre in cui operano. Vecchi è una di queste persone: pur senza avere addosso le luci della ribalta, a livello di club ha vinto tutto quello che c’era da vincere, in Italia e in Europa, e ora è in una delle società più importanti del mondo. William merita tutte queste soddisfazioni e tiferò per lui».

Massimo Moscardi

Nella foto:
William Vecchi, un suo tuffo ai tempi in cui era il portiere degli azzurri
22 maggio 2014

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