Cronaca

Veleni, bavagli e consenso: il dopo voto rovente dei grillini

altPer le amministrative, annunciato “lo tsunami a Cernobbio”. Ma in Rete volano gli stracci

Il punto di partenza è inevitabile: sebbene senza nemmeno sfiorare il dato medio nazionale (25%), il “Movimento 5 Stelle” fondato da Beppe Grillo ha riscosso un buon risultato anche sul Lario. O almeno lo ha fatto alle elezioni politiche (dato provinciale al 18,6%), mentre meno sfavillante è stato l’esito delle regionali (dato lariano al 13,3%). Pur con questi alti e bassi, se si torna con la mente a 9 mesi fa, quando i grillini, per le elezioni

comunali di Como città, presero poco più del 4%, risulta indiscutibile la crescita notevole del movimento.
E c’è di più. Nonostante il fragore della doppia elezione appena andata in archivio, entro il prossimo mese di maggio molti Comuni lariani saranno nuovamente chiamati alle urne per un’altra tornata amministrativa. E, con questo orizzonte davanti, i grillini hanno già mostrato i muscoli, annunciando – proprio ieri – che a Cernobbio, città chiamata a scegliere il successore di Simona Saladini – le 5 Stelle saranno all’appuntamento agguerriti come non mai.
«A seguito dell’incontestabile crescita del Movimento 5 Stelle e del forte avvicinamento dei cittadini al mondo della politica attiva, è previsto un prosieguo dello Tsunami anche a Cernobbio – ha annunciato ieri il portavoce, Luca Ceruti – Il movimento non si vuole fermare. Anzi, gli attivisti di Como e i suoi portavoce sono intenzionati a creare una lista e a partecipare alle prossime elezioni che vedranno come protagonisti Cernobbio e i suoi elettori». L’appuntamento per la prima riunione “Meetup” è alle 21 di mercoledì 6 marzo in municipio.
L’obiettivo è «creare un gruppo di cittadini cernobbiesi, intenzionati a mettersi in gioco per amministrare il proprio paese, seguendo i criteri del buon senso, dell’onestà e del bene comune». I criteri, che – rimarca Ceruti – «hanno portato il Movimento 5 Stelle a essere la prima forza politica in Italia». Fin qui, dunque, il lato vittorioso e arrembante dei grillini comaschi. Ma – ironia della sorte – proprio il web, ossia la casa madre del movimento, restituisce un’immagine della galassia lariana a 5 stelle decisamente più in chiaroscuro.
FRASI INFELICI E GIORNALI
Colpisce, per esempio, la scarsa partecipazione a dibattiti o confronti sulle due piazze virtuali ufficiali: il sito del capoluogo (www.como-5stelle.it) e il meetup (www.meetup.com/Comoa5stelle), ossia le basi Internet da cui tutto è nato e si è sviluppato. Al meetup gli iscritti non sono moltissimi – 275 – e l’ultima discussione, risalente al primo marzo, è un “cordiale battibecco” tra lo stesso consigliere comunale di Como, Luca Ceruti, e l’ex candidato per la Camera dei Deputati, Fabio Barone. A quest’ultimo è toccata una severa bacchettata sulle dita per aver dichiarato proprio a questo giornale che il movimento non sfonda in Alto Lario per mentalità ancora non pronte ad accogliere il messaggio grillino. Naturalmente, secondo Ceruti, la “colpa” di aver riportato un passaggio forse poco felice sul giornale è del cronista.
RIUNIONE, VERBALI E ACCUSE
Ma se la partecipazione virtuale sui siti comaschi non è eccelsa, è sul meetup della Lombardia che ci si imbatte in qualcosa di ben più animato.
In ordine di tempo – nella pagina dedicata a Como – spicca l’incredibile atto d’accusa del grillino Roberto Colombo, partecipante, lo scorso giovedì 28 febbraio, alla riunione post-elettorale organizzata al bar La Pergola di Cantù. Impietoso il giudizio finale di Colombo, il quale premette di non aver «trovato l’atmosfera che si sarebbe aspettato», non salutato da nessuno al suo arrivo. Poi, le accuse “politiche”. «L’80% del tempo – sostiene Colombo – è stato usato per imporre una logica gerarchica provinciale, ovvero sono stati proposti 3 uffici stampa e Luca Ceruti unico portavoce provinciale (inteso come l’unico che a livello provinciale dovrebbe avere i rapporti con i mezzi di informazione). Sono state fatte parecchie votazioni, senza alzata di mano e senza alcun verbale finale. Il non-statuto non è stato applicato: all’orizzontalità del movimento è stata opposta una gestione verticistica e personalistica. L’analisi del voto ha tralasciato i poco brillanti risultati provinciali, mentre mi sarei aspettato un’autocritica». Un punto di vista personale quindi limitato, quello del simpatizzante. Ma molto severo.
A lui, sempre sul meetup, ha risposto, «senza alcun senso di stima», il “collega” Francesco Tramarin, che definisce subito «interpretazioni fantasiose dei fatti» quelle di Colombo.
Secondo Tramarin, il contestatore «avrebbe potuto intervenire per portare la riunione su temi a lui più graditi, anzichè rimanere in ombra ad armeggiare con il suo smartphone, dimostrando in questo modo poca educazione». Altra stoccata a Colombo: «Non è stato proposto alcun ufficio stampa, ma si è parlato della necessità di regolamentare gli interventi degli attivisti che vengono contattati dai media locali, ed è stato ricordato che l’unico che ha il diritto di parlare a nome del M5S è il signor Luca Ceruti, unico eletto a oggi in provincia». Sulle votazioni: «Ne è stata fatta una sola, peraltro passata all’unanimità», mentre il verbale «sarà redatto nel momento in cui la persona che ha preso questo incarico avrà tempo di farlo». Bordata finale in replica all’accusa di mancata autocritica per il mezzo insuccesso lariano: «C’è poco da analizzare, se confrontiamo i dati con le regionali del 2010 è stato un successone». E poi via con gli attacchi personali a Colombo, ritenuto pervaso di «maligna fantasia», pieno di «egoismo» e di «voglia di primeggiare».
CATERISANO E LA DITTATURA
A chiudere questo cerchio fatto di consenso e veleni, ecco il caso del grillino, già partecipante alle primarie interne per selezionare i candidati alle recenti elezioni, Pasquale Caterisano. Il quale, sul suo sito (non ufficiale e soltanto “simpatizzante”) www.como5stelle.it, accusa il gruppo dirigente grillino di aver fatto «allontanare attivisti e simpatizzanti» con «le forzature di regole e atteggiamenti totalitari e contrari al non-statuto del Movimento 5 Stelle», tanto da ricevere «una sonora sberla in pieno volto da parte degli elettori». E ancora: «L’aver candidato degli incandidabili», «infischiandosene delle regole per le primarie» e l’aver soffocato il dibattito interno e le posizioni contrarie» «hanno prodotto una débacle fra le peggiori d’Italia in questa tornata elettorale per il M5S». Drammatico il finale: «Non si può pretendere di stuprare sistematicamente spirito e regole scritte e non del M5S, insistendo a gestire il gruppo col pugno duro». Una voce isolata e di radicale minoranza, quella di Caterisano, senza dubbio. Resta da capire, però, quanto possa diventare anche la spia di un malessere potenzialmente esplosivo.

Emanuele Caso

Nella foto:
Beppe Grillo insieme con il consigliere comunale di Como e portavoce del movimento, Luca Ceruti (foto Fkd)
3 marzo 2013

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