Vende vignette false per l’autostrada svizzera. Denunciato un 37enne cingalese di Como

altLa riproduzione era perfetta: cambiavano solo l’iridescenza e la carta sul retro
Pare che le vignette autostradali svizzere fossero in tutto e per tutto identiche alle originali. Con solo un difetto sull’iridescenza che alla fine le ha rese riconoscibili come falsi. È stato questo il primo tassello che ha dato il via a una veloce indagine congiunta tra le guardie di confine elvetiche e la polizia di frontiera di Ponte Chiasso, chiusa con la denuncia a piede libero di un dipendente di un rivenditore autorizzato. Nei guai è finito un 37enne cingalese residente a Como, ora chiamato

a difendersi dalle accuse di truffa e «vendita di cose sulle quali siano apposte impronte contraffatte».
La storia inizia sabato, quando un cittadino italiano di 30 anni in transito dall’Italia alla Svizzera attraverso il valico autostradale di Brogeda, viene fermato per un controllo dalle guardie di confine. Nonostante – come detto – la vignetta fosse riprodotta in modo quasi perfetto, viene notato un difetto sull’iridescenza dell’adesivo che l’automobilista aveva appena comprato da un rivenditore autorizzato lungo la fascia di confine. Proprio mentre è in corso il controllo, dal valico passa un altro automobilista, un 50enne olandese, con una vignetta identica. Quest’ultimo non ha ancora applicato la stessa al vetro della vettura. Proprio grazie a questo fattore, emerge un secondo elemento di dubbio sull’autenticità della vignetta, perché la carta rimovibile sul fronte della stessa è di un altro materiale rispetto all’originale. La conferma del falso arriva dai numeri di serie delle due vignette che sono identici. Come pure è identica, da parte degli automobilisti fermati a Brogeda, la descrizione della persona che aveva rivenduto loro quella vignetta.
Gli uomini della polizia di frontiera si presentano dunque dal rivenditore autorizzato chiedendo conto del commesso che viene identificato e denunciato a piede libero. Le perquisizioni successive, compiute nell’abitazione del 37enne cingalese che abita a Como, non hanno portato a rinvenire altro materiale ritenuto utile alle indagini. Le vignette erano state vendute agli automobilisti battendo un regolare scontrino al presso canonico di 36 euro.

M.Pv.

Nella foto:
Tre i particolari che hanno permesso di scoprire il falso: l’iridescenza, la carta posta sul retro della vignetta e il numero di serie che si ripeteva sempre uguale. Un 37enne è stato denunciato

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