Vendita di Cantù, appuntamento dal notaio. Ma tutto dipende dalla volontà di Gerasimenko

Dmitry Gerasimenko al Forum di Assago

In teoria l’appuntamento sarebbe fissato per domani nell’ufficio di un notaio di Cantù. Sul piatto, la cessione delle quote della Pallacanestro Cantù dall’attuale proprietario del club di basket, Dmitry Gerasimenko, all’associazione Tic-Tutti insieme Cantù.
All’appuntamento sono attesi l’amministratrice unica di Red October Italia, la società che fa capo a Gerasimenko, con la delega del patron (documento che per ora non è ancora giunto) e Angelo Passeri, il coordinatore di Tic.
In teoria, si diceva all’inizio, perché comunque si rimane sempre legati all’imprevedibilità di Dmitry Gerasimenko. Da quanto emerso, dal proprietario sarebbe arrivato un assenso generale rispetto all’ultima offerta di Tic, giunta dopo l’intervista al Corriere di Como in cui Gerasimenko sosteneva: «Appena qualcuno mi dimostra davvero di poter prendere il controllo della società la vendo immediatamente. Ma deve darmi le necessarie garanzie per il futuro e per la continuità del club».
«Io voglio cedere a chi ha soldi, capacità progettuale, rispetto per la storia e la capacità di mantenere il rispetto degli accordi con le necessarie garanzie» ha poi aggiunto l’imprenditore russo, alla guida della società brianzola dal mese di novembre del 2015.
Da parte di Tutti insieme Cantù tutte le carte sono state preparate; il gruppo guidato da Angelo Passeri è pronto a presentarsi all’appuntamento. L’amministratrice unica di Red October Italia pure, anche se, come detto, per ora non è ancora giunta la delega da Gerasimenko. E con il patron, si sa, fino all’ultimo non si sa mai come potrebbero andare a finire le cose. L’attesa in Brianza è febbrile, anche perché incombe la scadenza del 18 febbraio. Entro quel giorno devono essere pagati stipendi, relative tasse e altre pendenze del passato (si parla di una cifra di circa 200mila euro).
In caso non avvenisse il versamento, si andrebbe incontro ad una serie di multe (a seconda dei giorni di ritardo) e poi ad eventuali penalizzazioni in punti (che sarebbero comunque accreditate nella prossima stagione).
La soluzione peggiore, l’esclusione del campionato, avverrebbe invece in caso di mancato pagamento della rata del 5 marzo. Ipotesi che tutti ovviamente vogliono scongiurare, con la speranza che domani tutto vada a buon fine, con il passaggio di consegne e la successiva costituzione di un consorzio di imprese e professionisti disposto a sostenere l’onere della squadra e della costruzione del nuovo palazzetto.
In prima fila anche Ylenja Lucaselli, avvocato e Global Advisor di Southern Glazer’s Wine & Spirits, marchio leader mondiale nella distribuzione di vini e alcolici, con sedi a Miami e in Texas.
Di fatto, nella cordata che è stata definita brianzolo -americana, Lucaselli rappresenta la parte statunitense, anche se lei è italianissima. «Il primo passo deve essere il passaggio delle quote da Dmitry Gerasimenko a Tic – ha spiegato al Corriere di Como ieri – e quando ci sarà la formalizzazione, valuteremo l’intervento in un consorzio con gli altri imprenditori locali. Non siamo di Cantù e non abbiamo particolari vincoli con il territorio, anche se il parlamentare Nicola Molteni ci ha molto parlato di questa realtà. Allo stesso tempo ci affascina la storia della società (che è tra le più vincenti nella storia del basket), il legame che ha con la gente con i suoi tifosi. Un patrimonio che non può andare disperso».

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