Vendita di Cantù, giovedì incontro decisivo con la cordata capitanata da Marchesani

Gabriele Marchesani

Giovedì potrebbe essere il giorno decisivo per le sorti della trattativa per la cessione della Pallacanestro Cantù alla cordata composta da imprenditori abruzzesi capitanata da Gabriele Marchesani.
Quel giorno, infatti, Marchesani e i suoi più stretti collaboratori saranno in Brianza per confrontarsi con i vertici di Cantù, in particolare con Andrea Mauri e l’avvocato Claudio Vassallo. Al centro dell’attenzione la due diligence, l’analisi di tutta la contabilità del club.
Nella sostanza, se i conti saranno come nei primi documenti inviati agli interlocutori, l’affare si potrà fare. Se dovesse emergere qualche criticità o un imprevisto particolare, la trattativa, che è ben avviata, potrebbe arrivare ad un brusco stop.
Dal canto suo, attraverso l’amministratore unico Roman Popov, Dmitry Gerasimenko avrebbe dato il nulla osta per trattare il passaggio di consegne. Un passo in avanti importante, che ha fatto accelerare i tempi, con l’appuntamento di giovedì in Brianza per Marchesani e il suo staff. Una cordata, quella abruzzese, di cui fa parte anche Gilberto Candeloro, imprenditore che era stato in predicato di acquistare l’Ascoli Calcio.
Situazione in evoluzione, quella che riguarda la società, a cui ha fatto cenno anche Evgeny Pashutin dopo la sesta sconfitta consecutiva della sua squadra, domenica scorsa a Brescia: 81-63 il finale della gara che per ora condanna i brianzoli all’ultimo posto in classifica alla pari con Trento, Torino, Reggio Emilia e Pistoia. E alle porte c’è la non semplice gara con Venezia (domenica ore 20.45 a Desio), tra le formazioni più importanti del campionato di serie A. I lagunari sono al secondo posto e sono reduci dal successo interno con Brindisi (70-59).
«Non è una scusante – ha detto il tecnico dell’Acqua San Bernardo – ma in questo momento Cantù deve pensare a salvare il club. Noi, dal canto nostro, non dobbiamo mollare, dobbiamo andare avanti».
«Onestamente credo che in questo momento la squadra non abbia la giusta mentalità per stare concentrata, sia in difesa che in attacco, per tutti i quaranta minuti – ha aggiunto l’allenatore – Dovevamo essere più intelligenti nel controllare la partita, mettendo in campo una buona difesa. Abbiamo concesso troppi tiri e questo ha dato fiducia a Brescia che ha continuato a portare avanti il proprio gioco».

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