Vendita lampo di via Diaz. Il gip di Como archivia le accuse

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Giustizia e politica
Nell’inchiesta erano coinvolti l’ex sindaco e un ex assessore

Nessun abuso nella vendita lampo dell’ex Intendenza di Finanza di via Diaz, ceduta dal Comune di Como nel 2008 a una società privata con sede a Bergamo. Il giudice per le indagini preliminari ha archiviato l’indagine della Procura che aveva ipotizzato il reato di abuso d’ufficio in concorso.
Nel registro degli indagati erano stati iscritti i nomi dell’allora sindaco, Stefano Bruni, e dell’assessore al

Patrimonio, Enrico Cenetiempo, oltre a quelli di tre tecnici di Palazzo Cernezzi.Il gip Francesco Angiolini ha archiviato l’inchiesta, sostenendo in sintesi che non esiste prova di alcun abuso. Nessun appunto neppure sulle modalità “non convenzionali” per la convocazione della giunta. L’esecutivo era stato chiamato a raccolta da Bruni in orario notturno, in molti casi con un sms.
Una decisione che non ha violato alcuna norma, perché a Palazzo Cernezzi non esisteva un regolamento che imponesse la convocazione formale della giunta. La giunta si era riunita di notte in Municipio ma al termine di un concerto di Jovanotti allo stadio Sinigaglia, al quale avevano partecipato numerosi assessori.
La notizia dell’archiviazione dell’inchiesta è stata data ieri all’ex primo cittadino. «Sono soddisfatto – ha detto Bruni – È emerso ciò che doveva emergere, cioè nulla».
«Ero tranquillo perché certo di non aver fatto nulla fuori dalle regole – ha detto Cenetiempo – L’archiviazione è una soddisfazione. Ora speriamo che si arrivi a una soluzione positiva anche con la Corte dei Conti».
«La giustizia ha esaminato in modo approfondito la situazione e giustamente è emerso come nulla di illecito fosse stato posto in essere dall’allora sindaco e dalle persone coinvolte nell’indagine», ha aggiunto il difensore di Bruni, Giuseppe Sassi.
L’episodio finito nel mirino della Procura di Como riguarda la cessione, nel 2008, della parte di immobile di via Diaz già sede dell’Intendenza di Finanza di proprietà di Palazzo Cernezzi: circa 280 metri quadrati venduti a una società privata, con sede a Bergamo, a un prezzo di 538mila euro. La tesi dell’accusa era che il valore dell’immobile fosse in realtà superiore, pari almeno a 689mila euro.
La Procura contestava agli indagati il reato di abuso d’ufficio in concorso. La vendita era avvenuta con trattativa privata.
Secondo il gip, però, non è stato commesso alcun abuso e l’inchiesta è stata dunque archiviata.
Resta invece al momento ancora aperto il fascicolo della Corte dei Conti di Milano relativo alla stessa vicenda. La magistratura contabile, ipotizzando nell’ambito della stessa operazione un danno erariale, nei mesi scorsi ha chiesto un risarcimento alle casse dello Stato per una cifra complessiva pari a 280mila euro. A rispondere dei danni dovrebbero essere tutti i componenti della giunta che avevano votato a favore dell’operazione.

Anna Campaniello

Nella foto:
L’edificio di via Diaz un tempo sede dell’Intendenza di Finanza. Una parte era di proprietà del Comune che aveva deciso di vendere

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