Cronaca

Vendite in calo, mutui a -52%. E l’Imu affossa le seconde case

alt Il borsino immobiliare

(a.cam.) Compravendite in costante diminuzione, tempi per la conclusione dell’affare dilatati, prezzi dell’usato in forte calo e drastico taglio nell’erogazione dei mutui. La crisi non allenta la morsa e il settore immobiliare comasco soffre, come denunciato ieri dai dirigenti della Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) in occasione della presentazione dell’edizione 2013 del borsino

immobiliare. Gli operatori lanciano comunque un messaggio: «Per chi ha la possibilità, questo è il momento per comprare».
Un sondaggio condotto dalla stessa Fimaa Como coinvolgendo 102 dei 180 professionisti associati mette in evidenza come il 62% degli operatori abbia registrato nel 2012 un calo delle compravendite rispetto al 2011. In controtendenza il mercato degli affitti, segnalato in significativa crescita. «A fronte di un numero ridotto di operazioni concluse – dice il presidente, Claudio Zanetti – registriamo anche un allungamento dei tempi di vendita degli immobili, oltre a un allargamento della forbice tra il prezzo di partenza e la cifra poi effettivamente ottenuta. Il fattore considerato in assoluto più penalizzante è la stretta sui mutui. Per quanto riguarda l’imposta sugli immobili, ha influito per lo più sul mercato delle seconde case».
Nel 2012, il numero totale di mutui erogati rispetto all’anno precedente è calato del 44,6%. Per quanto riguarda gli importi erogati dagli istituti di credito, complessivamente in provincia di Como, nel secondo trimestre dello scorso anno, il volume di mutui erogati è calato quasi del 52% rispetto allo stesso periodo del 2011, attestandosi a quota 88,84 milioni di euro. Un dato ancora più eclatante in considerazione del fatto che, come rilevato dagli stessi operatori comaschi della Fimaa, la richiesta di accesso al credito per l’acquisto di un immobile è cresciuta del 12% circa.
I PREZZI
Gli operatori della Fimaa che hanno effettuato le rilevazioni per il borsino immobiliare segnalano, in termini generali, un ribasso del 10% circa del prezzo degli immobili negli ultimi 4 anni, con punte fino al 25% per gli edifici usati e di classi energetiche più basse. Al contrario, si mantiene stabile il prezzo del nuovo, grazie proprio al valore aggiunto costituito dall’elevata efficienza energetica.
Il borsino – giunto alla ventesima edizione – illustra nel dettaglio i prezzi del nuovo e dell’usato, nonché delle locazioni, di abitazioni residenziali, uffici e negozi nei singoli Comuni e, per il capoluogo, nelle zone della città.
Per chi vuole acquistare un appartamento a Como, il centro storico si conferma la zona più cara, con un costo medio di 4.100 euro al metro quadrato. Per trovare le abitazioni più economiche bisogna spostarsi invece a Ponte Chiasso e Civiglio, dove il valore di un appartamento nuovo è in media di 2mila euro al metro quadrato. La città murata è la più cara anche per i negozi, in zona Sant’Abbondio le cifre si riducono notevolmente.
Fuori dal capoluogo, Campione d’Italia si conferma il Comune più caro, mentre all’opposto della graduatoria compaiono San Bartolomeo Val Cavargna e San Nazzaro Val Cavargna, dove un appartamento nuovo o ristrutturato costa in media 1.400 euro al metro quadrato a fronte dei 5mila euro dell’enclave.

8 marzo 2013

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