Venditori abusivi in centro. Problema irrisolvibile

Credo che a tutti sia capitato almeno una volta di trovare venditori ambulanti parcheggiati a lato di una strada ad alta percorrenza, in prossimità di un incrocio, nelle vicinanze di un autolavaggio, e persino nelle vicinanze di un cimitero. Principalmente nel periodo estivo vendono frutta, di tutti i tipi, con tanto di cartelloni pubblicitari sulla qualità, sulla provenienza e sul prezzo.
Durante l’inverno si trovano perlopiù nei parcheggi dei supermercati e ipermercati, vendono cd, radioline, orologi, giocattoli. Mercatini apparecchiati per strada con i loro falsi d’autore.
Talvolta diventano un vero e proprio bazar a cielo aperto.
Occupano un suolo pubblico, ma avranno pagato la tassa relativa? E rilasceranno lo scontrino fiscale perché in possesso delle necessarie licenze? Ma è possibile che li vediamo solo noi comuni cittadini e non le forze dell’ordine preposte alla sicurezza stradale, all’ordine pubblico, e persino all’antievasione fiscale?
Le strade devono essere libere da questuanti e venditori abusivi, come succede nei Paesi civili, come la vicinissima Svizzera.
Il danno è evidente, non solo al settore del commercio, ma dell’intera economia, perché il rischio è di introdurre prodotti poco sicuri, permettendo lo stazionamento di tutto un mondo parallelo che è al più incontrollabile.
C’è il Far West sotto ogni punto di vista, i commercianti e gli ambulanti regolari sono perseguitati da tasse, Iva e occupazione del suolo pubblico.
Se un commerciante regolare non emette lo scontrino anche per importi irrisori, rischia di incappare in multe salatissime nell’ordine di migliaia di euro; se non paga le tasse, viene chiusa la sua attività.
Mi viene naturale chiedere per quale motivo invece gli abusivi hanno il diritto di vendere irregolarmente senza che nessuno dica niente?
Noi cittadini dovremmo anche smettere di essere complici di costoro, evitando falsi pietismi, o peggio, compiacenza che diventa complicità.
Quanto sarebbe bello vivere nell’ordine e nella certezza delle regole che valgono per tutti.
Renato Meroni

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