Venerdì Santo, dopo la processione l’omelia del vescovo a Cristo in croce
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Venerdì Santo, dopo la processione l’omelia del vescovo a Cristo in croce

Migliaia di persone assiepate lungo le strade. In molti al passaggio del Crocefisso si sono inginocchiati in mezzo alla via per farsi il segno della croce, recitare una preghiera e rivolgere un pensiero alle persone care.  La processione del venerdì santo, appuntamento molto sentito, anche questo pomeriggio ha bloccato la città per un paio di ore.  Tutti in corteo o assiepati lungo il tragitto per osservare, ascoltare le parole di fede e riflettere. Per ritagliarsi un momento spirituale e sospendere momentaneamente il fluire caotico della vita di tutti i giorni.

A vigilare sul corteo, che quest’anno ha compiuto il cosiddetto “giro lungo” passando per le vie del centro storico e fermandosi in riva lago per la consueta benedizione, le forze dell’ordine schierate in gran numero. In divisa e in borghese erano numerosi gli uomini impegnati a controllare che tutto si svolgesse senza problemi vista anche l’allerta terrorismo innalzatasi in queste ultime ore.

Il momento forse più toccante si è vissuto al rientro nella basilica del Crocefisso quando il vescovo Oscar Cantoni invece che fare un discorso alla comunità o una tradizionale omelia ha voluto recitare una preghiera rivolgendo direttamente a Cristo in croce  «Anche quest’anno sei uscito da questo santuario per metterti alla ricerca appassionata di ogni uomo e donna lungo le strade della nostra città. In questo modo insegni anche a noi a diventare una chiesa in uscita. Una comunità che accompagna, coinvolge e festeggia. Tu o Signore, ti sei fatto pellegrino per cercare ancora la pecora smarrita suggerendo ai tuoi discepoli un metodo di vita. Tutti i battezzati devono sentirsi Chiesa in missione. Persone che vogliono sfidare ogni ambiente per incontrare chi vive ai margini, chi ha rinunciato a sperare» ha detto

30 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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