Verde, il Comune dia il buon esempio. Binda: «Io misi i soldi di tasca mia»

 

alt“Malvenuti” a Como
L’ex assessore: «Lucini mi chiami, sono a disposizione»

(f.bar.) «La cura del verde rappresenta, da sempre, uno di quei settori per i quali non vengono mai previste somme adeguate». Non si meraviglia Nini Binda, ex assessore della giunta Botta, nel vedere le brutture che accolgono turisti e visitatori in arrivo in città. Non si stupisce – anche se si rattrista ricordando il passato – nel constatare come, dalla periferia di Monte Olimpino fino a piazza Camerlata, ormai la città mostri un’immagine di sé sempre più degradata a quanti sono in arrivo

in convalle. Ma è proprio guardando indietro che si può, forse, scovare la soluzione.
«È assolutamente necessario che ci siano persone competenti e in grado di coinvolgere i privati. Lo ripeto: solo attirando imprenditori o altri soggetti si può ipotizzare un recupero di aiuole, spazi verdi e luoghi simbolici della città – spiega sempre Nini Binda – Uno scempio come la rotonda di benvenuto oggi visibile a Monte Olimpino è uno schiaffo in faccia a chi magari sta arrivando sul lago perché attratto dal fascino di Como».
E di luoghi trascurati, ormai non più verdi e in lento disfacimento – come testimoniato negli ultimi giorni sulle pagine del Corriere di Como – purtroppo il territorio comunale è pieno. «Forse bisogna dare l’esempio – aggiunge Nini Binda con una provocazione – Quando ero assessore mi occupavo anche della cura del verde. E subito mi resi conto di come si trattasse erroneamente di un settore sottovalutato. Allora decisi di inventare qualcosa di nuovo per superare questo ostacolo. E iniziai dando il buon esempio. Ovvero mettendo di tasca mia soldi per risistemare e abbellire l’area degradata di piazza Matteotti in evidente stato di decadimento».
Un impegno personale e una sponsorizzazione che poi servirono per invogliare anche altri imprenditori che decisero di farsi avanti.
«Si costruì lentamente una rete di soggetti interessati. Di persone che capirono come aiuole o spazi verdi rappresentassero il primo e più efficace biglietto da visita per attirare turisti e potenziali acquirenti. E la collaborazione fu proficua», spiega Nini Binda. «Ne coinvolsi anche alcuni per abbellire la storica fontana di Camerlata», dice Binda. Insomma la ricetta sembrerebbe semplice.
«Cura, interesse maniacale per l’argomento e capacità di fare rete. Oltre a interventi mirati e in grado di mostrare a tutti come in città si lavori bene. Tutto ciò serve per far conoscere Como all’estero anche sotto questa luce, attirando così soggetti disposti a investire», spiega sempre Nini Binda. E l’ex assessore lo ribadisce ancora una volta.
«È poi decisivo il controllo. Ai miei tempi giravo continuamente in bicicletta. Verificavo lo stato dei lavori, facevo il giro dei cantieri e, se necessario, intervenivo immediatamente. Insomma mi ero creato sì la nomea di “rompiscatole“ ma anche e soprattutto quella di serio professionista. E risultati ce ne sono stati. Ho creato un giro di conoscenze e di professionisti decisivi per un simile lavoro. Lo ripeto: si deve capire che i giardini così come gli spazi verdi rappresentano il primo impatto che si ha con una città. Ho poi conosciuto botanici illustri, ho visto quanto fatto in altre città d’Europa. Insomma mi sono occupato del tema a 360 gradi».
Cosa che non accade ora?
«Non voglio dire questo. Capisco i limiti di budget e altro. Ma bisogna essere più capillari e presenti sul territorio. Non tralasciare nulla», dice sempre Nini Binda.
«Inoltre è fondamentale ripensare anche alcune zone di Como. Ad esempio piazza Camerlata. Il degrado e l’incuria sono anche conseguenze dello smog causato dal traffico incessante. L’area andrebbe ripensata e la viabilità modificata. Insomma la città, in molte zone, dovrebbe essere rivista».
E infine l’ex assessore chiude con un suggerimento e una proposta.
«Il sindaco Lucini dovrebbe forse trovare un serio professionista, competente in materia, che lo possa affiancare in questo impegno molto gravoso. Se ha bisogno di qualche consiglio o di consulenze gratuite mi contatti pure. Io sono disponibile», conclude Nini Binda.
La prossima settimana intanto il nuovo regolamento per le sponsorizzazioni delle aree verdi andrà in giunta. Il Comune per mesi non ha potuto rinnovare i contratti o cercare nuovi sponsor per l’arredo urbano.

Nella foto:
Il punto di partenza
A sinistra e a destra, il verde della rotatoria di piazza Matteotti. Il progetto venne finanziato direttamente dall’allora assessore Binda. Il suo esempio fu seguito da altri imprenditori

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