Verde su torri e antiche mura, manca un piano

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Torri di Como (specie la Torre Gattoni sul versante occidentale del lato sud) e mura antiche del capoluogo lariano da valorizzare come percorsi culturali e archeologici, e da non lasciare preda dell’incuria.
Un tema che accende il dibattito estivo sui tesori d’arte e storia della città.
Dopo l’articolo di ieri sul “Corriere di Como” che ha segnalato la presenza di un albero cresciuto indisturbato sulla sommità della Torre Gattoni, dove un tempo anche Alessandro Volta svolgeva i suoi esperimenti di fisica, Marco Galli, assessore ad Ambiente, ecologia, parchi e giardini di Palazzo Cernezzi ricorda che a Como «non ci sono programmi specifici per la manutenzione delle mura cittadine, se non per la base delle mura stesse che viene costantemente monitorata. Detto ciò, potremmo pensare a un piano straordinario, a interventi mirati e studiati, piano che però non è mai stato affrontato finora perché il tema non è mai stato oggetto di discussione a quanto mi risulta. Occorrerà valutare costi e modalità».
Da parte sua l’archeologo Lanfredo Castelletti, direttore fino al 2009 dei Musei Civici di Como, e tra i primi promotori di una riapertura delle mura antiche di Como, ricorda che «in città come Trento e Verona l’archeologia viene considerata un elemento di forza del turismo culturale, dato che sono tutelati percorsi archeologici, ad esempio lungo sotterranei. Il pubblico mostra di apprezzare questo genere di proposte e sarebbe un peccato se Como abbandonasse le sue mura. Un esempio virtuoso la città lariana lo ha dato in tempi recenti con la valorizzazione delle terme di Como sotto l’autosilo del Valduce, che meriterebbero però di essere l’illuminate per un’ancor migliore fruizione del bene culturale».
Per un progetto organico che preveda itinerari storico didattici sulle antiche mura di Como, ad esempio per unire la Torre San Vitale al Museo archeologico Paolo Giovio, dovremo però aspettare ancora parecchio benché se ne parli in realtà da decenni. Ci sta lavorando da tempo la Società Archeologica Comense, ma va ancora completata la mappatura delle mura stesse, considerando anche le proprietà di ambito privato con cui confinano.
«Occorre per qualsiasi ipotesi futura il parere della Soprintendenza che ha naturalmente voce in capitolo – dice Landredo Castelletti – e poi non dimentichiamoci che più passa il tempo più le normative rischiano di mutare, specie per quanto riguarda accessibilità, sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche, con conseguenti costi da mettere in preventivo».

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