“Verità e segreti del Covid”, gli psicologi scrivono a Draghi

Mario Draghi

«Assurdo vaccinare uno psicologo di 35 anni. Priorità agli anziani» aveva detto quasi un mese fa il premier Mario Draghi. La risposta non si è fatta attendere dal Lario. In forma di libro.
Destinatario illustre per una iniziativa che parte da Como. Lo psicanalista e psicoterapeuta Roberto Pozzetti ha indirizzato al premier una copia del volume cui ha collaborato con altri colleghi dal titolo “Verità e segreti del Covid-19. Le ondate della pandemia”. Una raccolta di racconti in presa diretta che privilegia il vissuto di chi ha sperimentato il Covid come paziente o parente e amico di ammalati con tante storie di presa in carico, soprattutto da parte di psicologi.
Pozzetti ha curato la pubblicazione insieme con Elena Grimaldo e Maria Letizia Rotolo. Tra gli autori figurano firme comasche come quella di Luigi Liparulo che lavora con casi di Covid in Valduce, del filosofo Fabio Gabrielli, di Giorgia Graziano (attrice, ricercatrice e formatrice teatrale) e Andrea Carta (psicologo di Erba).
«Gentilissimo Presidente, all’interno di questo pacco – scrivono Pozzetti e gli altri due coautori al premier Draghi – troverà un libro curato da tre psicologi e psicoterapeuti. Il suo tema è la psicologia e la pandemia Covid. Desideriamo regalarlo a lei perché possa conoscere e approfondire quelle che sono le tematiche e i lavori che gli psicologi e gli operatori sanitari hanno svolto fino a questo momento in Italia durante la pandemia. Siamo un po’ delusi perché non siamo stati riconosciuti e valorizzati nel nostro lavoro».
«La categoria degli psicologi è circa l’83% composta da donne – precisano gli autori al premier – lavoriamo nei contesti di cura a tutte le età, ci sono anche colleghi psicologi di 35 anni fra gli autori del libro che abbiamo curato. Riportano le loro esperienze dirette con pazienti Covid e il supporto offerto al personale che si trova nel cuore della pandemia. Alcuni giovani colleghi si sono ammalati gravemente, contraendo il virus nel proprio lavoro a contatto con le persone. Nel 2018 siamo diventati una categoria sanitaria e molto spesso siamo legati alla sanità oltre che al sociale. Siamo persone che si dedicano con passione e dopo anni di studio all’essere umano. Sappiamo che rompere un pregiudizio relativo alla capacità di vedere lo psicologo esclusivamente come un privato ospedaliero che sta all’interno di uno studio è cosa molto difficile. Però attraverso questo libro vorremmo farle sentire la criticità, le emozioni, la difficoltà e le strategie e le soluzioni che sono state trovate».
«È un libro che racconta le esperienze di professionisti della corsia o della salute. Ci auguriamo di essere contattati per un’apertura verso la psicologia, perché la pandemia ha portato con sé un’emergenza psicologica di cui lei è già al corrente», concludono gli autori

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