Vertenza Sisme. Oggi il prefetto prova a mediare tra le parti

Sul tavolo i 300 esuberi annunciati dall’azienda
Proverà il prefetto, oggi, a conciliare le posizioni tra sindacati e azienda sulla vertenza Sisme, l’azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco che ha annunciato 300 esuberi. La trattativa tra le parti era iniziata sul filo della tensione, per poi interrompersi bruscamente dopo pochi round. I sindacati chiedevano a Sisme due anni di contratti di solidarietà, per avere il tempo necessario di discutere sulle uscite dall’azienda. Sisme, che pure era disposta ad accettare, era però irremovibile

sul numero degli esuberi. Dopo qualche giorno di stop, l’intervento dei parlamentari comaschi e l’attivazione di un tavolo a Roma, il confronto era ripartito. Per poi arenarsi di nuovo. Le trattative sono state interrotte perché Sisme ha messo nero su bianco la necessità, immediata, di delocalizzare due linee produttive in Slovacchia, che conferma un esubero totale di trecento dipendenti. Sisme oggi ha 573 dipendenti.
I sindacati contestano nel merito la necessità immediata di delocalizzare: l’ipotesi, dicono, va ancora discussa e approfondita. E così, il prefetto di Como Michele Tortora ha convocato per stamattina le parti al tavolo. Per capire se vi sia possibilità di ricomporre le posizioni.
«Ci aspettiamo che nell’incontro di oggi con il prefetto venga detto all’azienda di assumersi le proprie responsabilità – dice Mirco Rota, segretario della Fiom Cgil Lombardia – chiedendo di presentare un piano industriale vero e credibile che punti a ridurre significativamente gli esuberi. Non è accettabile che Sisme scarichi sulla collettività il costo sociale di 300 licenziamenti».

Andrea Bambace

Nella foto:
Il prefetto Michele Tortora

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