Vertice Di Maio-Cassis, solo uno scambio di cortesie. Deluso Norman Gobbi, chiedeva risposte sui frontalieri

Luigi Di Maio Brogeda

«Sui frontalieri lasciateci lavorare», ma la partita viene giocata da due altri ministri, che si occupano di Economia e di Finanze, ovvero Roberto Gualtieri per l’Italia e Ueli Maurer per la Svizzera. Ha chiuso così, Luigi Di Maio, titolare del dicastero italiano degli Esteri e fino allo scorso gennaio capo politico del Movimento Cinque Stelle, la sua visita sul confine, tra Chiasso e il Museo Vela di Ligornetto, a Mendrisio. Ad accoglierlo c’era il suo omologo rossocrociato, Ignazio Cassis, ma anche il presidente del Consiglio del Canton Ticino, Norman Gobbi, che al termine dell’incontro non ha mancato di esprimere tutta la sua delusione per le mancate risposte proprio in tema di frontalieri e di Campione d’Italia.
Tanti sorrisi, ad ogni modo, e tanti grazie, nel vertice istituzionale che ha celebrato anche la completa apertura delle frontiere tra i due Stati avvenuta il giorno precedente. Il grazie più bello e sentito è stato proprio quello di Cassis verso i frontalieri della Sanità. Quando l’Italia, nel pieno della pandemia di Coronavirus ha chiuso i confini è stata proprio una telefonata tra Cassis e Di Maio «poche ore prima della firma del decreto del premier Conte», ha spiegato il consigliere elvetico, a consentire a medici e infermieri italiani di continuare a lavorare nelle strutture sanitarie svizzere.
Riguardo al rinnovo dell’accordo in tema di fiscalità dei frontalieri, che va a modificare quello del 1974, ma giace in un cassetto dal 2015, Cassis ha ribadito che la decisione spetta agli Stati, non ai Cantoni o alle Regioni, che verranno comunque ascoltate. Durante l’incontro, più volte il ministro Di Maio ha espresso gratitudine alla Confederazione per gli aiuti donati all’Italia in piena emergenza sanitaria: 10mila tute, 50mila mascherine e gel disinfettante. «In quei giorni, i più bui della pandemia, valevano oro» ha detto.
Chiarita anche la questione della riapertura da parte italiana dal 3 giugno, che aveva causato qualche mal di pancia politico in Svizzera. «Siamo stati i primi ad entrare in emergenza ed era un modo per dire che eravamo nuovamente pronti per accogliere tutti in sicurezza» ha detto sempre Di Maio. «La Svizzera è uno dei Paesi che durante l’emergenza ha aiutato l’Italia inviandoci dispositivi sanitari. E proprio lunedì ha riaperto anche i suoi confini eliminando qualsiasi blocco agli italiani» ha ribadito ancora il ministro degli Esteri italiano.
«Grazie a voi perché le merci sono passate dalla frontiera e questo non era scontato» ha detto Cassis. È stato ricordato anche il tema di Campione d’Italia, entrato dal 1° gennaio nel territorio doganale dell’Unione europea, ma dipendente ancora per tantissimi servizi essenziali dalla Svizzera.
Al termine del colloquio, il presidente del Consiglio del Canton Ticino, Norman Gobbi, ha espresso invece tutta la sua delusione ai microfoni di Etv. «Sull’accordo dei frontalieri e la regolarizzazione dei rapporti con Campione d’Italia non abbiamo avuto nessuna risposta. Le relazioni sono buone tra i territori, ma si logorano se non vengono tolte dalla strada le pietre d’inciampo» ha commentato Gobbi riferendosi in particolare al mancato accordo sulla fiscalità dei frontalieri. «C’è una proposta del governo ticinese in accordo con la Regione Lombardia che giace da troppo tempo». Quindi la questione di Campione. «Dopo lo scambio di note per tamponare le negatività dell’accordo in vigore dal 1° gennaio ora si devono regolarizzare i servizi essenziali per Campione – ha ricordato Gobbi – Anche durante la fase acuta del Coronavirus abbiamo sempre erogato tutti i servizi, ad iniziare dalla sanità, ma dobbiamo regolamentare la situazione, altrimenti i campionesi saranno i primi a soffrirne» ha concluso.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.