Il vescovo Cantoni: «L’aiuto fraterno sconfigga la povertà e i pregiudizi»

Monsignor Cantoni alla fine della celebrazione

Duomo di Como affollato per la messa di mezzanotte, officiata dal vescovo  Oscar Cantoni. Tra i concelebranti al suo fianco, Don Alberto Perlasca, comasco  che da anni è operativo a Roma, in Vaticano, nella Segreteria di Stato. Nella sua omelia non è mancato qualche passaggio riconducibile alle vicende degli ultimi giorni in città e in ogni caso c’è stato un riferimento diretto ai poveri e ai profughi.

Il Duomo di Como gremito per la messa di mezzanotte

“La fraternità è la sola via della pace e la condizione per sconfiggere ogni povertà – ha detto monsignor Cantoni –  Finché non ci si considera fratelli non ci si può riconoscere e accogliere quali figli di Dio. Finché non  cadono le nostre prevenzioni si generano solo barriere, si costruiscono muri, ci si differenzia e le divisioni moltiplicano i conflitti. Crescono la paura, i pregiudizi ed il sospetto nei confronti dell’altro, perché straniero, perché profugo, perché fondamentalmente diverso da noi.

La corale del Duomo

Ma da quando cominciamo a guardare gli altri negli occhi, segnati dalle prove della vita, dalle malattie, dalla solitudine e dal vuoto interiore allora ci scopriamo della stessa natura, tutti fragili e deboli, ma nello stesso tempo portatori di una dignità immensa perché figlie e figli dello stesso Padre”.

Gli auguri di buon Natale al vescovo al termine della messa di mezzanotte

“Gesù, venendo come salvatore ci ha salvati dalla tristezza, dalla noia, dalla delusione, dal groviglio dei nostri peccati che ci abbruttiscono e ci invecchiano – ha poi concluso il vescovo di Como –  Allora scattano le leggi della fraternità, da cui provengono solidarietà e vicinanza. Ogni povertà è sconfitta perché con  l’aiuto fraterno a ogni necessità c’è sempre soluzione e rimedio. Il Dio bambino con la sua semplicità scioglie le resistenze, annulla le nostre difese, promuove il bene che è in noi e ci aiuta a vedere il tanto bene che esiste negli altri, così diversi da noi, eppure bisognosi del nostro sguardo amorevole e della nostra compassione”.

Il presepe allestito in Duomo

Dopo la messa monsignor Cantoni torna al Vescovado

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