Vestiti, borse e fazzoletti: per battere la crisi si vende di tutto

La moda dei mercatini dell’usato
La crisi si combatte in mille modi. C’è chi si inventa un nuovo mestiere e chi spera di centrare il classico terno al Lotto. Ma c’è anche chi, ormai, non ha altro modo per arrivare alla fine del mese che vendere quanto ha in casa. E così, dopo aver impegnato i gioielli, decide di vendere anche altri oggetti. Dai mobili, ai vestiti. E anche in città si sta diffondendo la moda dei mercatini dell’usato. Luoghi dove poter lasciare in conto vendita i propri beni dai quali riuscire a ricavare somme
discrete.
Se in origine questi moderni bazar erano nati per disfarsi di regali indesiderati, doppioni o di quanto di brutto si trovava in solaio, oggi invece si guarda a queste vetrine per riuscire a raggranellare qualche spicciolo, sempre più utile in tempi magri come quelli che stiamo vivendo. Uno dei punti di riferimento a Como è “Mercatopoli” in via Carloni. Un ampio spazio dove si può trovare realmente di tutto, dagli elettrodomestici ai vestiti, alle borse, passando per libri, dischi e mobili. Senza tralasciare oggetti di antiquariato.
«In effetti, in origine c’era soprattutto chi si voleva disfare di regali orrendi. Oppure c’era chi entrava incuriosito nella speranza di poter scovare qualche buon affare – dicono Daniela Fornia e Cecilia Donizelli che insieme a Natalia Sonvico, ieri mattina assente, mandano avanti “Mercatopoli” – Oggi invece è aumentato il numero di chi lascia in conto vendita diversi oggetti per riuscire a guadagnare i soldi necessari a pagare le bollette».
E sono tanti i comaschi passati in negozio per necessità reali. «Ricordo ancora nitidamente un episodio: un giorno, sotto una fitta nevicata, è entrata una distinta signora di circa 70 anni – racconta Daniela Fornia – Aveva indosso una giacca a vento lisa e sottile e delle calze rotte. Fuori faceva veramente molto freddo. La donna ci ha proposto di mettere in vendita 4 piccoli fazzolettini ricamati. A noi ha fatto veramente molta impressione e tenerezza. Non ce la siamo sentita di rimandarla fuori in quelle condizioni. Le abbiamo dato una pelliccia che avevamo in deposito da molto tempo. Lei, dignitosissima, non voleva accettare. Solo alla fine siamo riuscite a convincerla». Semplice il funzionamento di “Mercatopoli”: «Ritiriamo la merce, la puliamo e stabiliamo un prezzo. Dopo 2 mesi lo scontiamo del 30% e dopo 3 mesi del 50%. I vestiti, trascorsi due mesi, se non li ritirano o non li abbiamo venduti, li consegniamo alla Caritas diocesana», conclude Cecilia Donizelli. In città è ormai un’istituzione anche il “Mercatino srl” di Maria Rossi, aperto da 13 anni. Fu il primo mercatino dell’usato in provincia di Como.
«Tanti anni fa la nostra attività era solo una curiosità. Erano veramente in pochi quelli che puntavano a guadagnare dei soldi per beni primari, dalla vendita di oggetti personali. Lentamente però le cose sono cambiate. Alla curiosità, soprattutto negli ultimi anni, si è aggiunta anche la necessità – spiega la titolare Maria Rossi – Ho visto sempre più persone, venire in negozio con la precisa intenzione di ricavare soldi necessari per arrivare a fine mese».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Daniela Fornia

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