Via Brambilla, panini vietati soltanto nelle “feste”

La preside: «Nessuna restrizione alle famiglie sulle merende dei ragazzi»
Donne con le gonne. Il titolo di un fortunato film del comico toscano Francesco Nuti è riecheggiato ieri tra i muri dell’Istituto comprensivo di via Brambilla, a Como. Nella scuola si è infatti discusso della protesta di alcuni genitori, a dir poco sorpresi dalla richiesta della preside di evitare un certo tipo di abbigliamento, in particolare tra le ragazzine.
Sorpresa di questa sorpresa si è però detta, in prima battuta, proprio la dirigente di via Brambilla, Ada De Santis, che ha seccamente smentito ogni tipo di divieto. «Non ho mai diramato alcuna circolare in proposito – ha insistito la preside – confidando invece nella buona educazione impartita dai genitori». Evidentemente, un difetto di comunicazione ha causato un corto circuito tra direzione e genitori. Scatenando una ridda di contraddittorie prese di posizione.
Alcune mamme si sono rivolte infatti agli organi di stampa lamentando nuove disposizioni verso i propri figli. Sul vestiario ma anche sulle merende, sostenendo come la scuola avesse vietato il panino e obbligato, al contrario, i ragazzi a mangiare cibi confezionati.
«In questo caso – dice la preside – una mia comunicazione non è stata compresa. Io ho infatti ribadito che in occasione di compleanni e ricorrenze varie, quando le famiglie chiedono di poter portare in classe qualcosa da mangiare, questo qualcosa sia confezionato, abbia cioè l’indicazione della scadenza e degli ingredienti. L’ho fatto per salvaguardare la salute dei ragazzi e perché lo impongono le normative in vigore».
Il panino, insomma, è salvo. «Sarebbe privo di logica che la scuola vietasse agli alunni di portare la merenda da casa – insiste Ada De Santis – Peraltro, pochi giorni fa si è conclusa la settimana del cibo in cui si è discusso proprio della migliore alimentazione per i ragazzi».
Nessun divieto, quindi, ma soltanto una cattiva interpretazione di una circolare riferita solamente alle “feste” organizzate di tanto in tanto nelle classi per spegnere le candeline di compleanni e ricorrenze varie. «Nella scuola ci sono 930 alunni – conclude la preside – e più di 1.800 genitori». Come dire: non è facile capirsi tra tutti quanti.

Nella foto:
L’Istituto comprensivo Como Lago di via Brambilla. Un gruppo di genitori ha protestato per alcune restrizioni smentite però decisamente dalla dirigente scolastica

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