Via della seta in treno, opportunità per il distretto lariano

Ieri è partito da Mortara, nel Pavese, a 100 km da Como, il primo treno merci diretto per la Cina e la città di Chengdu. Un viaggio inaugurale per quella che è stata definita la “Nuova via della Seta”. Il treno impiega circa 18 giorni per coprire 10.800 chilometri tra i due interporti. Oggi per spedire un container via mare da Genova alla Cina servono dai 40 ai 45 giorni.
Sulla tratta entro il 2018 viaggieranno almeno tre coppie dei treni alla settimana, che, per il 2020, saliranno a venti.
Un’opportunità anche per chi sulla via della seta ha costruito la sua storia, come il Distretto tessile comasco?

Stefano Vitali

«Si tratta di una strada percorribile e se si vuole anche romantica – spiega l’imprenditore comasco Stefano Vitali, presidente dell’Ufficio italiano Seta – Oggi tutta la seta che arriva in Italia viaggia in nave, viene sdoganata a Trieste e Genova dopo aver attraversato il canale di Suez e il Mediterraneo. Se si parla dell’Europa, altri punti nevralgici sono, a Nord, Amburgo e, a Est, la Romania. Il trasporto aereo ha costi esponenziali rispetto a quello marittimo».
Un trasporto non privo di problemi e di insidie, dalla conservazione della merce fino ai pirati.
«Riaprire la via della seta con la ferrovia – aggiunge Vitali – è sicuramente importante per il tessile e non solo. Nel mondo grandi investimenti stanno riguardando il trasporto su ferro e credo che sia giusto seguire questa strada anche per la salvaguardia dell’ambiente».
Avere la Cina un po’ più vicina sarebbe insomma un’opportunità.
«Abbiamo contatti anche a livello istituzionale frequentissimi con la Cina, siamo stati un mese e mezzo fa con una delegazione proprio al Forum sulle Vie dalla seta».
Poi il treno permette anche soste intermedie.
«Stiamo allacciando forti legami con l’Uzbekistan, mercoledì sarò a Vienna per questo» conclude.

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