Cronaca

Via i profughi da Prestino. Torneranno a Tavernola

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I profughi torneranno a Tavernola e lasceranno Prestino. Quando? Questo ancora non si sa. Prima ci dovranno essere i lavori di riqualificazione dell’ex scuola di via Tibaldi. Il trasloco era iniziato tre anni fa. Le condizioni del centro di accoglienza di Tavernola rappresentavano un pericolo per gli stessi profughi.

Così gli immigrati vennero trasferiti in via Sacco e Vanzetti, a Prestino. La struttura in realtà doveva rispondere anche alle esigenze dei senzatetto. Realizzata nel 2007, rimase chiusa per oltre un anno a causa della mancanza degli arredi. Nell’ottobre del 2011 l’allora prefetto Michele Tortora dispose che nei locali venissero accolti anche, e in seguito soltanto, i profughi. Situazione che ha creato oltre un mal di pancia nelle fila della Lega Nord. Anche di recente, è stata organizzata una manifestazione proprio a Prestino e l’onorevole del Carroccio, Nicola Molteni ha presentato diverse interrogazioni al Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ora quantomeno l’iter del ritorno a Tavernola è partito. Come annuncia in una nota Palazzo Cernezzi.
«Dopo un anno di attesa è finalmente arrivata la risposta che aspettavamo – si legge – Il ministero dell’Interno ha stanziato un finanziamento di 405mila euro che ci consentirà di riaprire il centro di via Tibaldi e di liberare il centro di Prestino che tornerà così ad essere utilizzato per le emergenze abitative cittadine». «Il governo – prosegue la nota – ci chiede di farci carico della gestione dei profughi ed è giusto che si accolli i costi di questa ristrutturazione, perché non si possono creare conflitti sul territorio e ulteriori guerre tra poveri».
Su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Bruno Magatti, la giunta ha deliberato ieri il via libera al processo che porterà, quanto prima, ai lavori di messa a norma del centro. La struttura di via Tibaldi, ceduta in comodato alla Prefettura, ospiterà i richiedenti asilo e sarà gestita dal Comune di Como. I costi della gestione resteranno a carico della Prefettura.

31 ottobre 2014

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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