Cronaca

Via Italia Libera degradata e pericolosa, petizione dei residenti

La raccolta di firme
I City Angels: «Spesso si verificano episodi di ubriachezza, schiamazzi, furti e anche di violenza»
A una prima rapida occhiata sembrerebbe una via come tante altre. Chi transita in macchina, alla disperata ricerca di un parcheggio, non si sofferma sui particolari. E anche i cittadini che si recano in via Italia Libera nei numerosi uffici presenti, non sempre hanno il tempo di guardarsi intorno. Cosa che invece, ormai da tempo, fanno i residenti e i commercianti della zona.
E la loro convivenza con sporcizia, degrado ed episodi di violenza sempre più frequenti ha ormai raggiunto il limite. E così dopo l’ultimo efferato caso di cronaca – la violenza sessuale su una ragazza commessa da tre stranieri – gli abitanti hanno deciso di lanciare una raccolta firme da portare negli uffici della Questura, ma anche della polizia locale, del sindaco, del prefetto e dei carabinieri. Passeggiando per la strada e in particolare entrando nei giardinetti che si aprono a metà della via, ci si imbatte in una situazione decisamente degradata. Rifiuti, bottiglie vuote, resti di cibo gettati ovunque e una panchina rotta trasmettono una sensazione di reale abbandono.
Il cancello d’ingresso da viale Roosevelt è aperto mentre quello da via Italia Libera è sbarrato e la serratura rotta.
«Da tempo monitoriamo la situazione in quest’area della città – ammette il coordinatore cittadino dei City Angels, Gianfranco Moretti – È un punto di Como in cui spesso si verificano episodi di ubriachezza, schiamazzi, furti e purtroppo di recente anche fatti di cronaca violenta».
Nella petizione i cittadini chiedono un incontro per denunciare il «totale degrado e la pericolosità esistente da anni senza che nessuno sia mai intervenuto per porre fine alla situazione».
Ma non solo, i residenti si dicono «esasperati», «assediati nelle case e negli uffici», e costretti a sopportare «furti, soprattutto di biciclette, e devastazioni prodotte dalle orde di stranieri che si sono impossessate della via».
Una situazione decisamente al limite.
«D’ora in poi inseriremo via Italia Libera in tutte le nostre 4 uscite settimanali», aggiunge il coordinatore dei City Angels. Una prima risposta all’appello dei residenti che si dicono esasperati e stanchi ma che precisano come, a loro dire, «il razzismo non c’entri proprio nulla. Abbiamo timore – si legge sempre nel documento – non solo di transitare nella via ma anche a entrare o uscire dai palazzi perché la sicurezza è affidata solo ad una semplice telecamera recentemente installata per dare un contentino».
Esasperato per la situazione esistente anche Giorgio Cavadini, il presidente della circoscrizione 6 al cui interno rientra via Italia Libera.
«Da ottobre sto cercando di occuparmi della situazione. Anche noi, come circoscrizione, abbiamo raccolto delle firme per chiedere alle istituzioni di garantire una maggior sicurezza in questa e altre strade – spiega Giorgio Cavadini – Finora abbiamo ottenuto un incontro con il prefetto».
Il grande sogno resta quello «già espresso in passato, di poter aprire in via Milano alta un posto di polizia. Progetto purtroppo irrealizzabile – conclude il presidente Cavadini – Mancano risorse economiche e umane. Abbiamo dunque chiesto più controlli da parte delle forze dell’ordine. Spero che le nostre richieste vengano ascoltate».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Una panchina rotta nei giardinetti pubblici di via Italia Libera a Como (Fkd)
13 maggio 2012

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