Via libera al parlamentino dell’economia. La coalizione di industriali e Cna potrebbe avere la maggioranza relativa

altIncertezza sul testo del decreto che ieri non era stato notificato
(da.c.) Il decreto che non c’è, come l’isola della famosa canzone di Edoardo Bennato, ha messo ieri in fibrillazione il piccolo mondo politico-economico lariano. In mattinata, in un comunicato stampa proveniente dagli uffici di via Parini, è stata annunciata la pubblicazione, da parte della Regione Lombardia, del decreto «per la ripartizione del numero dei rappresentanti nel consiglio della Camera di Commercio di Como per il prossimo mandato».
Il decreto, datato 3 settembre, prevede per

il quinquennio 2014-2019 una ripartizione di seggi per settori produttivi così composta: agricoltura: 1; artigianato: 6; industria: 6; commercio: 4; cooperazione: 1; turismo: 1; trasporti e spedizioni: 1; credito e assicurazioni: 1; servizi alle imprese: 4. A questi vanno aggiunti un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, un rappresentante delle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti e, novità assoluta, un rappresentante degli ordini dei liberi professionisti.
In totale, quindi, 28 seggi, sui quali da tempo si è scatenata una neppure tanto discreta “guerra”, testimoniata dalle alleanze che hanno preceduto proprio il decreto emanato dalla presidenza della Lombardia 3 giorni fa.
In modo trasversale, infatti, sul Lario si sono costituite due grandi coalizioni. La prima, composta da Confcommercio e Confartigianato. La seconda in cui sono confluiti industriali, Cna, Compagnia delle Opere e Confcooperative. Il provvedimento di Roberto Maroni era attesissimo soprattutto per le indicazioni sulla ripartizione dei seggi tra associazioni d’impresa.
E attorno a questo nodo ieri si sono inseguite un numero impressionante di indiscrezioni. Nessuna suffragata da certezza.
Il testo completo del decreto regionale, firmato dal governatore lombardo mercoledì scorso, non è ancora stato svelato. Lo stesso segretario generale della Camera di Commercio, Giuliano Caramella, raggiunto ieri sera telefonicamente, ha confermato come in via Parini fosse giunta soltanto una comunicazione parziale, ovvero quella relativa alla firma del decreto.
In ogni caso, qualche notizia è comunque trapelata, sebbene la difficoltà della verifica della fonte non possa che lasciare aperto un ampio margine di dubbio. Lo schieramento capeggiato dagli industriali dovrebbe aver conquistato una maggioranza relativa. Si parla di una dozzina di seggi, ai quali potrebbero aggiungersi in appoggio i voti del presidente dell’Ordine degli ingegneri e il rappresentante della Cisl. Nel settore dei servizi alle imprese, la partita sarebbe finita pari: 2 seggi ciascuno tra il gruppo che fa capo alla Confcommercio e quello che si riconosce nella Compagnia delle opere.
Il dubbio nasce dal fatto che con le nuove regole per la composizione dei consigli camerali, i cosiddetti “doppioni” si annullano. Ciò significa che dal conteggio numerico degli associati vengono cancellate le aziende iscritte a più associazioni.
Nel parlamentino di via Parini dovrebbe rientrare dopo molti anni anche la Cgil attraverso il rappresentante della Federconsumatori. Adesso ci sono 30 giorni per designare i rappresentanti delle singole associazioni. Inizia la corsa alla presidenza

Nella foto:
La Camera di Commercio di Como avrà entro poche settimane il suo nuovo consiglio (foto Mv)

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