Via Milano Alta, cittadini esasperati. La protesta finisce in consiglio comunale

Nuova denuncia del Sindacato Autonomo di Polizia sul degrado del quartiere
Citofoni di un condominio danneggiati e una vetrina deturpata e rovinata. In via Milano Alta la situazione è sempre più critica e i residenti sono esasperati. L’atto vandalico del fine settimana è soltanto l’ultimo esempio di una serie: litigi, risse, episodi di piccola criminalità stanno rendendo la vita impossibile a cittadini ed esercenti. Un grido di allarme al quale si associa anche il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) di Como e che ieri è approdato in consiglio comunale, dove
un gruppo di residenti ha illustrato la situazione al sindaco Mario Lucini e all’assessore alla Sicurezza Marcello Iantorno.
La scorsa settimana, un bar di piazza San Rocco è stato chiuso per rissa. Nelle ultime ore, come detto, un nuovo raid vandalico nella galleria che collega via Milano a via Grandi.
«I problemi di sicurezza di via Milano Alta non possono essere risolti facendo passare sporadicamente una pattuglia – denuncia il portavoce del Sap, Sergio Iaccino – Gli agenti sono impotenti di fronte a una situazione che nel tempo si è evoluta in modo abnorme. Fatto in questo modo, il loro lavoro è inutile, sterile senza prospettiva. Si tamponano le falle e si spera che tutto vada bene». Da tempo, gli agenti raccolgono quotidianamente le lamentele e le richieste di aiuto dei residenti. «Sappiamo benissimo che la gente è esasperata – dice Iaccino – I cittadini si rivolgono agli agenti quando li vedono, chiedono aiuto e conforto, si sfogano nei momenti più difficili. Gli operatori raccolgono diligentemente ogni virgola. Racconti quotidiani di danneggiamenti, risse, liti, nottate insonni. I poliziotti si fanno carico dei problemi di tutti, rendendosi loro stessi garanti di una soluzione che a oggi è ridotta a un lumicino. Spesso, però, è come l’onda che si infrange contro lo scoglio. E si ricomincia da capo».
Da tempo, il Sap denuncia come i continui tagli stiano creando gravi problemi di organizzazione delle attività, di copertura dei turni, persino di rifornimento di carburante.
Questa situazione è la prova concreta di ciò che accade quando il territorio viene abbandonato dallo Stato e dalle istituzioni – è la dura denuncia del portavoce del Sap – L’operatore della sicurezza si trova abbandonato e con le armi spuntate e il cittadino è inerme in balia degli eventi».
Un grido d’allarme ripetuto ieri anche a Palazzo Cernezzi. «Chiediamo alle istituzioni preposte e a chiunque voglia mettersi in discussione per il bene della città – dice Iaccino – di sedersi attorno a un tavolo con residenti e commercianti, di riqualificare la zona immaginando soluzioni urbanistiche nuove, di dare spazio ai giovani facendoli parlare. Al questore chiediamo invece di potenziare il servizio del poliziotto di quartiere e di riattivare il punto di ascolto che era stato istituito al Pessina».
Oggi, le organizzazioni sindacali della polizia di Stato e penitenziaria, del Corpo forestale, dei vigili del fuoco e la consulta della sicurezza scenderanno in piazza nelle principali città d’Italia «per far capire ai cittadini che la loro sicurezza sarà in pericolo senza una netta e chiara inversione di tendenza delle politiche di tagli indiscriminati attuate in questi anni». «La crisi economica – conclude Iaccino – non può essere un alibi perenne per giustificare razionalizzazioni ingiustificate di spesa».

Anna Campaniello

Nella foto:
Un citofono danneggiato nella galleria che collega via Milano a via Grandi, spesso al centro di atti vandalici

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