Via Napoleona, Asl al contrattacco. E Binda: «Troppe auto all’interno»

Ex ospedale Sant’Anna
«La progettazione della cittadella sanitaria di via Napoleona procede senza alcun intoppo. I tecnici stanno lavorando e credo che entro fine marzo potremo formalizzare l’accordo di programma». Il direttore dell’Asl Roberto Bollina risponde agli attacchi della Provincia, che ha denunciato un allungamento dei tempi di realizzazione a causa delle incertezze dell’azienda sanitaria locale.
Dopo l’ultima riunione della segreteria tecnica, l’Asl ha parlato di «valutazioni in corso sugli spazi
disponibili».
«L’Asl ha bisogno di 20mila metri quadrati – sottolinea Bollina – e gli esperti stanno studiando nel dettaglio il progetto per il migliore utilizzo delle palazzine che avremo a disposizione e degli spazi. Non siamo fermi né vogliamo rallentare, stiamo solo prendendo i tempi tecnici necessari per fare le cose bene».
«L’accordo con il Sant’Anna per la divisione degli spazi c’è – conclude Roberto Bollina – Entro fine marzo saremo pronti a firmare l’atto integrativo all’accordo di programma. Andiamo avanti senza alcun problema e non mi sembra di aver perso tempo. Dall’ultima riunione della segreteria tecnica è passato solo un mese e mezzo».
Su via Napoleona intanto interviene anche il consigliere di Csu, Nini Binda. «Nell’area dell’ex ospedale Sant’Anna, oggi poliambulatorio, ci sono troppe auto – attacca Binda – C’è un problema di sicurezza. L’autosilo della Val Mulini è stato realizzato proprio al servizio della struttura. Era stata siglata anche una convenzione per consentire l’utilizzo a prezzo agevolato ai dipendenti ma poi è stata revocata e le macchine sono tornate ad affollare in modo esagerato l’area interna». L’Asl precisa però che non c’è alcun problema di sicurezza all’interno dell’area di via Napoleona. L’accesso in auto è consentito solo ai dipendenti – che pagano – ai volontari delle associazioni, ai pazienti della dialisi e non deambulanti. Le auto sono lasciate in sosta negli spazi idonei.

Anna Campaniello

Nella foto:
Nini Binda

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