Via Parini, gli industriali offrono la poltrona di vicepresidente al numero uno di Confartigianato

Economia e territorio
Vertice a tre ieri pomeriggio. La risposta entro lunedì
(da.c.) Due ore di confronto a tre potrebbero aver aperto uno spiraglio in vista della soluzione del rebus Camera di Commercio. Ieri i presidenti lariani di Confcommercio (Giansilvio Primavesi), Confindustria (Francesco Verga) e Confartigianato (Marco Galimberti) si sono visti nella sede di via Raimondi per parlare di programmi e, soprattutto, di assetti.
Assistiti dai rispettivi direttori, i tre presidenti delle maggiori associazioni di categoria della provincia lariana hanno tentato di ricucire lo strappo di qualche mese fa. Strappo che aveva portato la Confindustria ad apparentarsi con altre associazioni in vista delle nomine del nuovo consiglio camerale.
Il clima, a sentire le indiscrezioni filtrate dopo la riunione, è stato cordiale. E le proposte abbastanza nette. Verga ha ribadito di non potere (e non volere) fare un passo indietro sulla candidatura di Ambrogio Taborelli a presidente della Camera di Commercio.
Ma ha subito offerto un ramoscello d’ulivo, proponendo a Galimberti la poltrona di vicepresidente.
Artigiani e commercianti hanno chiesto tempo per decidere. Lunedì, a 24 ore dalla convocazione del primo consiglio camerale, dovrebbe arrivare il sì o il no di Galimberti. Una scelta che ieri mattina molti rumors – non confermati poi nel pomeriggio – davano comunque già per acquisita. Oltre alla presidenza, i vertici delle associazioni imprenditoriali lariane hanno discusso anche della giunta di via Parini.
Un nodo non indifferente, che potrebbe far saltare l’accordo. Confcommercio ha posto una condizione irremovibile: la presenza nel prossimo esecutivo camerale di Andrea Camesasca in rappresentanza del settore turistico. In realtà, secondo alcuni, un gentlemen’s agreement stipulato molte settimane fa da Confindustria e Confcommercio aveva sancito l’ingresso del giovane albergatore di Merone nella giunta.
Ma quanto accaduto in seguito ha messo in discussione tutto. Compreso, ovviamente, il patto d’onore siglato sulla presenza di uno dei comparti strategici dell’economia lariana nella stanza dei bottoni di via Parini.
La questione della giunta non è secondaria. Anzi, rischia di diventare assolutamente centrale. L’esecutivo che entrerà in carica tra alcuni giorni sarà composto da 6 persone (alle quali si aggiunge il presidente). Per legge, le quattro componenti maggiori – commercio, industria, artigianato e agricoltura – hanno diritto a essere rappresentate.
L’accordo impostato ieri da Verga prevede quindi che i rappresentanti di commercio e artigianato siano indicati dalle associazioni maggioritarie.
Problema non da poco, visto che rimarrebbero così fuori dalla giunta sia la Cna sia Confesercenti, ovvero gli “alleati” degli industriali nella fase elettorale. Se poi dovesse essere accettata la richiesta di un posto nell’esecutivo per Camesasca, rimarrebbe a disposizione un solo altro seggio. Una classica poltrona per due. Ambita (non senza motivazioni comprensibili) sia dalla Compagnia delle Opere sia dagli edili.
Totalmente fuori dai giochi resterebbe anche la componente della cooperazione, anch’essa coinvolta in prima battuta nel raggruppamento di maggioranza. Il mosaico, come si vede, è molto difficile da disporre in modo coerente. E la riunione di ieri, utile certamente dal lato della “ricucitura” tra associazioni di maggior peso politico-economico, potrebbe alla lunga causare nuovi e imprevisti scossoni.
Soprattutto se Galimberti, come ieri mattina sembrava certo, accettasse di fare il vice di Taborelli.

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