Via Regina, là dove c’era il potere ora si fa la spesa

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Il caso – Come cambia la geografia dei palazzi della politica. La storia dei tanti traslochi e delle sedi del centrodestra berlusconiano nel capoluogo
Il Popolo della Libertà ha lasciato spazio a un discount che apre i battenti in questi giorni

Carrelli, scaffali, bilance e casse invece di tavoli, sedie, librerie e telefoni.
Insomma, un supermercato al posto della sede di partito. E la vendita al dettaglio che vince sulla politica. La dove c’erano bandiere e simboli ora rilucono insegne commerciali. In via Regina, a Como, in questi giorni si inaugura un negozio di una nota catena di discount. Il quinto in città.
Nulla di straordinario se non fosse che il supermarket si insedia in quella che, fino a pochi mesi fa, era la sede

del partito più importante del capoluogo: il Popolo della Libertà.
Dopo la sconfitta elettorale subìta alle amministrative del 2012 e la scissione che ha preceduto le politiche della primavera scorsa, il Pdl ha dovuto abbandonare la palazzina, richiesta dal proprietario con l’obiettivo – adesso diventato visibile a tutti – di piazzarci le corsie e gli scaffali di un discount.
A distanza di pochi mesi, il palazzo del “potere” è diventato un negozio di generi alimentari. Con buona pace della dimensione simbolica della politica, pure giudicata importantissima dagli esperti.
Ma il punto è che le sedi costano. Per avere un ufficio bisogna pagare affitti, spese di riscaldamento, manutenzioni. I partiti – sia quelli “leggeri”, sia quelli “pesanti”, quelli in cui gli iscritti sono in grado tuttora di garantire risorse economiche – condividono un’identica condizione: le tasche al verde.
E il futuro non si annuncia facile. Dato che l’abolizione progressiva del finanziamento pubblico e dei rimborsi elettorali è destinata a inaridire sempre di più i già problematici bilanci delle forze politiche. Come al centro, così in periferia.
Avere una sede, insomma, sarà sempre più difficile. Soprattutto per le nuove formazioni. Perché i partiti storici, in molti casi, sfruttano il lavoro dei predecessori. E trovano spazio nelle “federazioni” e nelle “sezioni” acquistate negli anni d’oro della militanza da chi sacrificava le proprie vacanze per lavorare come volontario alle feste di partito.
Tornando a Como e alle vicende del Pdl, la trasformazione della sede di via Regina in un supermercato è soltanto l’ultimo passaggio di una storia comunque piuttosto travagliata: la storia, appunto, delle sedi berlusconiane in riva al Lario.
In realtà, a ben vedere la fase d’avvio è stata di tutta tranquillità. Dopo i primi esperimenti legati ai Club di Forza Italia, sorti nel 1993 dopo l’annuncio della discesa in campo del Cavaliere, il partito azzurro trovò la sua collocazione in un appartamento di via del Lavoro, a Camerlata, una perpendicolare di via Scalabrini. Fu proprio in via del Lavoro che venne composta la lista dei nomi a sostegno di Alberto Botta, primo sindaco forzista di un capoluogo di provincia eletto in Italia nella primavera del 1994.
Con la nascita del Popolo della Libertà, la stabilità fisica si è trasformata in un movimento peregrinante. Nell’autunno del 2009, due anni dopo la svolta del predellino con cui Silvio Berlusconi aveva dato vita al Pdl, a Como il partito si colloca in un trecentesco edificio prestigiosissimo: Palazzo Rusca, così chiamato per via dei lavori di rifacimento portati a termine nel 1514 da Gian Giacomo Rusca. Uno stabile oggi affacciato in via Rusconi e inserito nell’elenco dei beni architettonici della regione.
Pochi mesi dopo, nel 2010, il Pdl si trasferisce in via Regina. Una sede ampia in una palazzina meno pregiata e più periferica.
All’inizio di quest’anno, dopo la scissione di Fratelli d’Italia, il partito è costretto a un nuovo trasloco. Sempre in periferia, ma stavolta in zona Caserme: via Col di Lana, un appartamento molto ampio in cui sono presentati alla stampa i candidati delle politiche e delle regionali. Sede decisamente provvisoria, visto che nel giro di poche settimane il Pdl rimette tutto nei cartoni e cambia nuovamente indirizzo, per approdare in via Recchi, zona Stadio, nei locali occupati dai comitati elettorali prima di Gianluca Rinaldin e poi di Alessandro Fermi.

Da. C.

Nella foto:
Il Pdl di Como ha oggi la propria sede in uno stabile di via Recchi (foto Mv)

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