Viabilità, il “tappo” di Lipomo. Fioriscono attività commerciali, ma il traffico è sempre più bloccato

Lipomo Coda

Esistono – e sono tante, anche in Lombardia – zone di cintura urbana, o di periferia, in lenta dismissione. Porzioni statali o provinciali sulle quali, un tempo, proliferavano grandi magazzini, industrie, supermercati, locali. Avamposti – trent’anni fa – di un’economia in espansione, oggi ridotti a ruderi o negozi in liquidazione.
Per contro, altre zone sono ancora capaci di attirare mercato e investimenti: è il caso della porzione di provinciale che corre al fianco di Lipomo. È la strada di accesso a Como utilizzata da chi arriva dall’Erbese, da Lecco e da parte della Brianza.
In poche centinaia di metri si contano un outlet, un concessionario di automobili, due meccanici, un fast food, un ristorante, un fai da te, un supermercato, un discount e, da pochi giorni, un grande magazzino di elettronica.
Se, da una parte, questi segni di vitalità economica sono tanto rari quanto preziosi, dall’altra gli esercizi commerciali sono grandi attrattori di traffico.
In parole semplici, tra la rotonda di Tavernerio e lo svincolo di Como Alta, sempre più spesso gli automobilisti sono in coda.
Anche in orari non di punta. Molti scelgono di scendere a Como passando da via Zampiero e via Rienza, gravando però su strette strade di quartiere.
Il tappo di Lipomo si ripercuote quindi sulla città di Como, sia in ingresso sia in uscita. «Purtroppo è un cane che si morde la coda – spiega Vincenzo Bella, assessore alla Viabilità del Comune di Como – la vitalità economica è garantita dal passaggio, che in misura eccessiva crea problemi di traffico».
«Il problema è a Lipomo, ma lo soffriamo anche noi – aggiunge l’assessore – alla mattina, in ingresso, la viabilità è rallentata e sulle strade alternative, come via Rienza, aumenta il traffico. Di sera, in uscita, le code arrivano fino a Lora».
Questa situazione, spiega ancora Bella, evidenzia la mancanza di una viabilità di secondo livello, fatta di circonvallazioni e strade a grande scorrimento: il secondo lotto della Tangenziale di Como, ad esempio, sgraverebbe la zona da parte del traffico.
«Ci incontreremo comunque con Lipomo e con la Provincia – conclude l’assessore alla Viabilità di Como – in assenza di grandi infrastrutture, esistono comunque soluzioni per migliorare lo scorrimento in quella zona di provinciale, intervenendo ad esempio su qualche svolta o interferenza. Saranno comunque i tecnici a proporci soluzioni che, ripeto, esistono, e ora vanno pensate».
Andrea Bambace

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