Viadotto dei Lavatoi chiuso per un anno: la viabilità cittadina rischia il tracollo

Viadotto dei Lavatoi (parzialmente) chiuso per lavori in corso.

Se il buongiorno si vede dal mattino, c’è un vero incubo che incombe sulla viabilità cittadina. La nuova e lunghissima chiusura dei viadotto dei lavatoi. I lavori di adeguamento per il ripristino della sicurezza e l’adeguamento sismico sono previsti ormai da un paio d’anni. Il bando europeo è stato pubblicato. Si tratta di opere per oltre un milione e mezzo di euro. Le offerte vanno presentate entro mezzogiorno del 22 settembre. Ciò che spaventa è naturalmente la lunghissima chiusura. Il bando non prevede la suddivisione in lotti delle opere (difficile se non impossibile quindi pensare di procedere prima su una carreggiata o su un troncone, e poi sull’altro, ndr) e la durata dell’appalto è di 313 giorni dalla data di consegna dei lavori. Un anno senza viadotto, insomma, e di passione per tutto l’asse Est-Sud di Como, e non soltanto.
Ma quando inizieranno i lavori? E il Comune di Como ha già studiato un piano alternativo per il traffico nell’anno di chiusura?
Abbiamo girato le domande al titolare della delega dei Lavori pubblici e della Viabilità, Pierangelo Gervasoni, assessore di Forza Italia, nominato a fine giugno dopo le dimissioni di Vincenzo Bella, il “tecnico” che il sindaco Mario Landriscina aveva scelto per questo complicato ruolo.
«La questione del viadotto e della sua chiusura verrà trattata non con un occhio, ma con due occhi di riguardo – spiega Pierangelo Gervasoni al Corriere di Como – Al momento posso dire che abbiamo fatto due chiacchiere con i nostri tecnici, ma in seguito entreremo nel merito della questione».
Anche perché è vero che le offerte per i lavori vanno presentate entro martedì 22 settembre, ma per parlare di una data di inizio dei lavori ci vorrà del tempo.
«La prima variabile è rappresentata da chi vincerà la gara, o meglio da chi arriverà dopo la prima classificata – dice Gervasoni – Purtroppo sapete come vanno queste cose, in caso di eventuali ricorsi degli esclusi i tempi si allungherebbero di mesi. Quindi è difficile stabilire oggi quando si potrà partire dal cantiere».
L’assessore fa comunque alcune ipotesi.
«Se l’iter non subirà interruzioni possiamo pensare a novembre-dicembre – spiega – altrimenti si parla dei primi mesi del 2021 e in quel caso, se non sarà gennaio o febbraio, non è detto che ci si possa accordare con l’impresa per attendere la fine delle scuole e giugno».
Un anno di lavori, comunque sia, vuol dire che il viadotto sarà chiuso anche nei mesi più caldi per il traffico cittadino, indipendentemente dall’avvio del cantiere per la messa in sicurezza sismica dei pilastri oggetto delle perizie degli anni scorsi.
«Io cerco di essere positivo – dice sempre Gervasoni – Anche sui tempi confido che si possa essere più rapidi rispetto ai 300 giorni di cantiere indicati. Ma ripeto, si tratta al momento soltanto di ipotesi. Quello che mi sento di dire ai comaschi e anche a chi non vive a Como, ma la attraversa quotidianamente per motivi di lavoro o altro, è che sappiamo benissimo l’importanza del viadotto dei Lavatoi per la viabilità cittadina. Ne stiamo avendo la prova con la chiusura per i lavori di questi giorni. Io stesso percorro il viadotto dei Lavatoi almeno una volta al giorno».
«Non voglio però neppure fasciarmi la testa prima di essermela rotta», dice sempre l’assessore di Forza Italia.
L’ultima questione posta al responsabile dei lavori e della viabilità cittadina riguarda il Piano del traffico. Il documento commissionato dall’assessore Vincenzo Bella e consegnato a Palazzo Cernezzi proprio poche settimane prima dei saluti di chi ha preceduto Gervasoni. Il Piano ha previsto un’alternativa in caso di chiusura del viadotto?
«Su quel documento penso di essermi già espresso. Io l’ho letto, ma tante situazioni sono da rivedere, tutte le rilevazioni non tengono conto dello stato del traffico post-Covid e dei nuovi tempi dei passaggi a livello», conclude.

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1 Commento

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    Massimo Cordasco , 7 Settembre 2020 @ 13:06

    In via Varesina il caos sarà garantito. Si apra almeno l’accesso alla via della Bastiglia alle automobili che provengono dalla via Collina; non risolverà il problema, ma eviterà a chi è diretto all’ospedale o all’autostrada di andare fino a Camerlata per poi ripetere il percorso inverso, congestionando ancora di più il traffico.

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