Viadotto dei lavatoi chiuso un anno. Acus: «Le soluzioni non mancano, ma sono onerose»

viadotto dei lavatoi

L’abbiamo definita “incubo” la chiusura di un anno del viadotto dei lavatoi, prevista per i lavori di messa in sicurezza e l’adeguamento sismico del ponte che collega la Oltrecolle con la Canturina. Il 22 settembre scade il bando per l’intervento, un cantiere di oltre trecento giorni, anche se l’assessore ai Lavori Pubblici di Como, Pierangelo Gervasoni, confida di ridurre i tempi. I disagi per il traffico, pesanti, sono ad ogni modo alle porte.
Soluzioni e percorsi alternativi? Il Piano del traffico commissionato dal Comune non ne prevede, ma fortunatamente c’è chi ha studiato la questione a fondo, come l’Acus, Associazione civica utenti della strada, del presidente Mario Lavatelli.
«Si tratterebbe di opere importanti e onerose – premette Lavatelli – anche per questo credo sia indispensabile coinvolgere non solo il Comune di Como, ma quantomeno la Provincia. Si tratta di strade di interesse provinciale, collegamenti indispensabili».
Attraverso il socio di Acus, l’architetto Giuseppe Tettamanti, l’associazione ha ipotizzato un intervento che interessi l’asse alternativo di via Carso e via Madruzza e il suo imbocco sull’Oltrecolle. Si tratta di un nodo in cui già attualmente si formano code quotidiane, in particolare nel tratto che segue la zona della “Cometa”.
«Si ipotizzava un ampliamento della corsia a salire per un nuovo svincolo per chi è diretto a Lipomo o a Muggiò – dice Lavatelli – Una soluzione impegnativa, che comporta anche degli espropri, ma che avrebbe un valore anche con la riapertura del viadotto».
Un’altra possibilità riguarda l’ampliamento del ponte di via Donatori di Sangue, dove oggi fatica a transitare anche un solo camion. Un “vecchio” progetto che prima della realizzazione del viadotto, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, l’Unione Industriali di Como si era anche detto disposta a pagare di completamente di tasca sua.
«Se torniamo all’incrocio tra la Madruzza e la Oltrecolle – dice Lavatelli – si potrebbe pensare anche a una corsia per la svolta continua verso destra, a velocità limitata, ma senza bloccare il traffico».
L’Acus, intanto, attende la convocazione dal Comune per leggere il Piano del traffico, piano che il nuovo assessore ha già dichiarato «tutto da rifare».
«L’importante è che si valutino anche gli attrattori di traffico, come sottolineava sempre il compianto ex assessore Pietro Cinquesanti – dice Lavatelli – Tra la Paoli e Rebbio stanno sorgendo nuove medie strutture che porteranno più traffico. Può essere un nuovo problema».

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