Viadotto dei lavatoi, niente chiusura alle auto. Giovedì la decisione sui lavori

Il viadotto dei lavatoi sembra poter reggere. E per questo, non dovrebbe essere chiuso completamente al traffico, come pure qualcuno paventava negli ultimi giorni. La notizia è stata confermata ieri dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Como, Vincenzo Bella. «I tecnici incaricati di verificare le condizioni di staticità del viadotto hanno completato le loro indagini – dice l’assessore – le prime informazioni sullo stato dell’arte ci fanno escludere la necessità di una chiusura totale della bretella».

Per giovedì prossimo è stata convocata a Palazzo Cernezzi una riunione operativa in cui verrà illustrata nel dettaglio la relazione dei consulenti ai quali il Comune ha dato mandato di compiere gli accertamenti. «Sarà un incontro importante perché, oltre a conoscere in modo chiaro la situazione, decideremo il da farsi – dice ancora l’ingegner Bella – il tecnico incaricato spiegherà i particolari della sua relazione e, subito dopo, verranno decisi gli interventi necessari. Al momento, rimane confermata la chiusura ai mezzi pesanti in vigore da alcune settimane».

I primi dati forniti dai tecnici al Comune, come detto, sembrano aver escluso danni tali da imporre una chiusura totale del viadotto. Quantomeno nei prossimi giorni. Fino a giovedì, però, nulla può essere affermato con certezza. Qualora fossero necessari interventi strutturali di un certo peso, la viabilità ordinaria potrebbe anche essere deviata e il viadotto interdetto alle auto. I problemi di stabilità della bretella che collega la rotatoria di Camerlata alla Oltrecolle erano “esplosi” il 4 luglio scorso, pochi giorni dopo l’elezione al ballottaggio di Mario Landriscina. Uno dei primi atti del nuovo sindaco, infatti, era stata l’ordinanza di chiusura del viadotto, poi riaperto al traffico soltanto in modo parziale con il divieto di transito dei mezzi pesanti e degli autoarticolati. Giovedì prossimo è atteso il primo verdetto di una vicenda che rischia comunque di durare a lungo e, soprattutto, di costare molti soldi al Comune.

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