Viadotto dei Lavatoi off-limits: la protesta dei Tir

«La viabilità ordinaria non potrà reggere il ritorno in massa dei mezzi pesanti. Sarà un vero disastro. E a pagarne le spese saranno gli autotrasportatori e quanti vivono nei dintorni del viadotto». È incredulo e decisamente arrabbiato Giorgio Colato, presidente della Fai Conftrasporto interprovinciale Como-Lecco, per le spiacevoli notizie in arrivo dal viadotto dei Lavatoi. Il ponte, come noto, per problemi alle colonne portanti e agli appoggi, rimarrà chiuso alle auto fino a settembre mentre per i camionisti si prospettano molti mesi di interdizione. Si parla addirittura di un anno di stop. Un vero ostacolo per gli autotrasportatori che dall’inaugurazione lo utilizzano per superare rapidamente la città.
«A parte l’incredulità nell’apprendere che un manufatto “vecchio” di 14 anni è già in queste condizioni, vorrei sottolineare che è urgente trovare strade alternative adeguate. Ritornare sulle vecchie direttrici creerà problemi. A partire, ad esempio, dalla parte conclusiva, in discesa, della via Oltrecolle che non è più idonea a reggere il passaggio dei camion. Abbiamo ricevuto, di recente, due segnalazioni di camionisti spagnoli che hanno subito danni ai mezzi nel tentativo di districarsi in questa selva di strade che ormai non sono più idonee. Inoltre il numero di mezzi è aumentato rispetto al passato. Insomma mi sembra una follia pura pensare di bypassare il viadotto buttando i Tir sulle vecchie arterie sempre più malandate, strette e tortuose», dice Colato. Necessaria inoltre la comunicazione. In occasione della prima chiusura temporanea del viadotto il sindaco Mario Landriscina aveva immediatamente allertato le associazioni di categoria e così farà anche adesso. «Purtroppo non siamo ancora stati aggiornati – spiega Colato – È però necessario incontrarsi per capire come poter agire».

Preoccupato per la chiusura prolungata del viadotto anche Roberto Galli, presidente categoria trasporti Confartigianato. «Abbiamo resistito in passato perchè eravamo rassicurati dal fatto che si trattava di una chiusura temporanea. Ora le ultime notizie ci spaventano anche perchè quando riprenderanno tutte le normali attività dopo la pausa estiva, sarà un vero caos. La viabilità alternativa, o meglio le vecchie strade sicuramente non saranno in grado di reggere per molto tempo un flusso di mezzi elevato», dice Galli. «Speriamo comunque di poter riprendere subito i lavori con il Comune così da confrontarci. Va trovato qualche accorgimento nuovo per far fronte alla situazione», dice Galli.
Ieri intanto nei dintorni del viadotto dei Lavatoi è stata una giornata tranquilla. Dal comando di polizia locale hanno fatto sapere non esserci stati particolari problemi grazie al periodo di vacanze che ha portato fuori città gran parte dei comaschi. Il primo vero banco di prova, come noto, sarà la riapertura delle scuole.

In prima linea per cercare di capire come comportarsi in futuro anche l’Associazione civica utenti della strada (Acus). «Durante la campagna elettorale avevamo chiesto ai candidati e successivamente a Mario Landriscina che venisse istituita in un’apposita commissione dedicata ai problemi della mobilità cittadina – spiega il presidente di Acus, l’avvocato Mario Lavatelli – Quale migliore momento se non questo per avviare i lavori? È necesario che tutti i soggetti si confrontino per trovare soluzioni al problema, a partire dall’individuazione di nuovi percorsi alternativi al transito sul viadotto. Rimane poi il fronte delle responsabilità. Ovvero capire come mai un’opera di così recente realizzazione sia ridotta in tali condizioni».

Viadotto, stanziati 400mila euro tre anni fa. Ma il progetto non è mai stato presentato

Articoli correlati