Viadotto dei Lavatoi, scelti i consulenti del giudice

Il viadotto dei Lavatoi

Sono stati scelti i due consulenti tecnici del Tribunale di Como che saranno chiamati dal giudice Anna Introini a periziare il viadotto dei Lavatoi. Accertamenti preventivi chiesti dal Comune di Como prima di poter intervenire sul ponte oggetto di tante criticità costantemente monitorate. Anche il quesito è stato scelto nel corso dell’udienza di ieri e l’appuntamento è stato ora fissato per il 18 aprile quando si procederà al giuramento dei consulenti che poi stabiliranno il calendario dei lavori cui si uniranno anche i professionisti delle parti in causa. Previsto ovviamente pure un sopralluogo sul ponte tra la Canturina e via Oltrecolle.

Il caso sembra destinato a trascinarsi a lungo. Dopo l’uscita di scena degli ex assessori e dirigenti di Palazzo Cernezzi (il Tribunale aveva respinto il ricorso tecnico preventivo contro gli ex esponenti della giunta di Palazzo Cernezzi Daniela Gerosa e Stefano Molinari oltre che contro Antonio Viola e Pietro Gilardoni), prosegue l’iter nei confronti dell’impresa esecutrice, dei tre direttori dei lavori, del collaudatore tecnico amministrativo e del collaudatore statico. Questa vicenda nasce nel 2009, quando cioè si iniziò a parlare dei «lavori di somma urgenza per la sistemazione dei giunti del viadotto dei Lavatoi». Lavori che avrebbero dovuto iniziare nell’autunno successivo, ma che ad oggi non sono ancora stati realizzati. Ed è proprio in questo punto che si inserirebbe – eventualmente – Palazzo Cernezzi nel chiedere i danni nel caso dovessero essere riconosciuti. Perché, nel ricorso presentato, l’ufficio legale del Comune chiede al perito di «descrivere e quantificare le opere necessarie per il ripristino della perfetta funzionalità del viadotto» e, soprattutto, «il maggior costo che l’amministrazione comunale» avrebbe «subito per non aver posto in essere i lavori di ripristino del medesimo alla sua funzionalità nel 2009». La questione ruoterà attorno a questa frase.

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