Viaggio lungo il Cosia tra incuria e immondizia

Il torrente che attraversa la città è un “paziente” gravemente malato
«Acqua di tipo “b”, munirsi di tesserino segna pesci». Così recita un cartello, seminascosto dalla vegetazione, piantato lungo l’argine del Cosia.
Ma guardando sul fondo del torrente, da dove spuntano in più punti i rifiuti, e di pesci non c’è la minima traccia, viene spontaneo domandarsi cosa ci possa essere da prendere all’amo. Anche perché costeggiando, in discesa, il corso di questo fiume lungo via Navedano, Pannilani e giù fino in via Castelnuovo, non esistono angoli incontaminati.
A ogni curva di questo torrente che lambisce piccole aziende e alcune case, si intravedono anfratti e piccole insenature di norma fagocitate dalla natura circostante e “sapientemente” rovinate dall’incuria degli uomini.
In più punti emergono dall’acqua tronchi di alberi che dopo essersi spezzati giacciono in mezzo al greto, ostruendo in certi casi anche il regolare deflusso del Cosia. Nessun problema quando il torrente è in secca, ma potenzialmente pericolosi dopo le piogge. Il rischio è, soprattutto nella stagione invernale dopo abbondanti precipitazioni, che questi ostacoli creino dei tappi naturali tali da impedire lo scorrere dell’acqua, facendola esondare.
Situazione ancor più rischiosa a causa della folta vegetazione che cresce senza alcuna regola intorno al letto del fiume e anche dentro lo stesso, dove si sono create, con il passare del tempo, vere piccole isole artificiali.
Se la presenza di rami divelti e vegetazione fitta sono una costante fin dal confine con Camnago Volta, l’acqua, avvicinandosi alla città, diventa sempre più torbida. Anche perché più ci si sposta a valle, più aumenta il numero di piccole aziende regolarmente operative che si affacciano proprio sul fiume.
A queste si aggiungono, soprattutto all’inizio di via Pannilani, anche alcune abitazioni e alcuni edifici che ospitano numerosi appartamenti affittati agli studenti. Il tutto a pochi metri dall’imbocco di via Castelnuovo. In questa’area, benché alcuni germani reali sguazzino – almeno in apparenza – beati, l’acqua diventa di un verde scuro inquietante.
A ciò si aggiunge la presenza di rifiuti che campeggiano lungo gli argini e purtroppo anche all’interno. Sacchi di pattume regolarmente chiusi ma “depositati” direttamente in acqua e lasciati a marcire. Con le sole anatre contente di un simile, inatteso pasto.
Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Sopra, un albero caduto e la vegetazione che cresce nel letto del fiume Cosia, elementi pericolosi in caso di piogge torrenziali in quanto potrebbero ostruire il regolare deflusso dell’acqua. A sinistra, un sacchetto di immondizia abbandonato lungo il torrente (foto Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.