Viale Sinigaglia, si rifà la scuola elementare

“C’è chi dice no” – Crescono intanto i debiti dello Stato verso gli istituti
Dopo le proteste annunciata la ristrutturazione
Cantieri annunciati e lavori che rimangono nel libro dei sogni, cattedre scoperte e presidi costretti a dividersi tra due poltrone, riorganizzazione delle mense e petizioni contro la chiusura degli spazi gioco. Suonata l’ultima campanella – tranne che per i maturandi e gli studenti impegnati nell’esame di terza media – è già tempo di guardare al prossimo anno scolastico e di pensare agli interventi strutturali, abitualmente effettuati in luglio e agosto, ma anche all’organizzazione del personale

e delle attività per il prossimo mese di settembre.
Per quanto riguarda Como, c’è almeno una buona notizia. Dopo anni di proteste, con genitori giunti addirittura a minacciare denunce in Procura, partirà finalmente un intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza della scuola elementare di viale Sinigaglia. «Abbiamo stanziato 77mila euro – dice l’assessore all’Edilizia pubblica, Francesco Scopelliti – soldi che serviranno per rimettere a nuovo i servizi igienici della palestra ma anche per la sigillatura dei pannelli delle facciate e la sistemazione delle tende. Nella stessa scuola è previsto l’ampliamento del refettorio che altrimenti non basterebbe per tutti i bambini».
Il cantiere in viale Sinigaglia fa parte di un elenco di interventi di edilizia scolastica che comporteranno complessivamente un investimento di circa 2 milioni di euro. I lavori interesseranno i plessi comunali di ogni ordine e grado, dai nidi alle scuole secondarie, e saranno effettuati nella quasi totalità dei casi in luglio e agosto, sfruttando il periodo di vacanza.
«Tutti gli edifici sono costantemente monitorati – dice ancora l’assessore Scopelliti – sulla base delle priorità viene predisposto dal settore un programma di lavori da eseguire in ogni singolo edificio. L’obiettivo è di eseguire interventi di carattere risolutivo scuola per scuola, ma per intervenire dappertutto dovremmo avere un portafoglio più ricco e alla fine siamo costretti a concentrarci sulle priorità».
In materia di edilizia scolastica, la Provincia annuncia intanto un grosso intervento a Erba.
«Negli ultimi anni abbiamo fatto grossi investimenti e abbiamo risolto tutte le criticità – di ce l’assessore all’Istruzione di Villa Saporiti, Achille Mojoli – Resta soltanto un problema per il liceo “Porta” di Erba e, in particolare, per la sede di Villa Amalia, struttura non adatta a ospitare gli studenti. Abbiamo varato un progetto di ampliamento del “Galilei” che permetterà di risolvere questa anomalia».
«L’investimento complessivo sarà di 5,5 milioni di euro – aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Cinquesanti – Di questa somma, 3 milioni di euro sono previsti nel piano triennale delle opere della Provincia già approvato».
Problemi strutturali a parte, tra le questioni primarie ancora da risolvere in vista del prossimo anno compare quello delle cosiddette reggenze, ovvero delle scuole che non hanno un dirigente ufficiale e devono affidarsi a un preside “in prestito” da un’altra scuola. «Senza dubbio rimarrà questa situazione per quanto riguarda Luciana Telluri, preside del “Volta” e reggente al “Sant’Elia” – dice Mojoli – In accordo con il provveditore, Claudio Merletti, abbiamo chiesto che non vi siano altre situazioni di questo tipo. A settembre avremo tre cattedre libere al “Fermi”, al “Giovio” e a Menaggio e vogliamo che i dirigenti uscenti siano sostituiti da titolari e non da reggenti».
L’esponente di Villa Saporiti fa poi una riflessione sulla suddivisione degli studenti che il prossimo anno inizieranno la scuola superiore. «Analizzando le preiscrizioni abbiamo visto che il 49% dei ragazzi ha scelto i licei – dice Mojoli – Da un’attenta riflessione possiamo dire che si tratta di una percentuale ancora leggermente superiore alla media e che il giusto equilibrio sarebbe un 5% in più orientato sugli istituti tecnici. Credo che l’assetto comunque sia ormai ottimale». Non si placano intanto le polemiche per l’annunciata chiusura degli spazi bimbo di Lora e di Sagnino.
«Il taglio delle risorse ci ha costretti a ridurre il personale a tempo determinato – dice l’assessore alle Politiche educative di Palazzo Cernezzi, Anna Veronelli – Era ovviamente impossibile garantire tutti i servizi. Abbiamo scelto di chiudere strutture con un numero minore di utenti, peraltro in gran parte provenienti da altri comuni. La nostra decisione è stata di dare la precedenza ai nidi, un servizio indispensabile per le famiglie. Al momento abbiamo una lista d’attesa di una settantina di bambini che contiamo però di ridurre».

Nella foto:
L’esterno della scuola elementare di via Sinigaglia interessata da un cantiere dopo le proteste dei genitori

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