Viale Varese, dopo la bocciatura parla Majocchi:  «Dalla giunta messaggio negativo alle imprese»
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Viale Varese, dopo la bocciatura parla Majocchi: «Dalla giunta messaggio negativo alle imprese»

Un pezzo importante del capoluogo condannato a rimanere nella sua «mediocrità». E un’occasione «sicuramente persa». Il giorno dopo la decisione della giunta di non avviare la procedura di project financing sulla riqualificazione di viale Varese, Angelo Majocchi riflette a voce alta sui motivi che hanno determinato questo esito.
Per la seconda volta l’imprenditore comasco ha tentato la carta viale Varese. Lo ha fatto prima con il governo di centrosinistra e poi con il governo di centrodestra.
Il risultato, però, è stato identico. «Mi piacerebbe leggere le motivazioni nel dettaglio – dice Majocchi al Corriere di Como – Siamo dispiaciuti per com’è andata a finire perché ritenevamo la nostra proposta utile e valida per Como». L’imprenditore lariano non nega di averci sperato, «anche per le cose dette in prima battuta dal sindaco Mario Landriscina e dall’assessore Vincenzo Bella. Mi riferisco alle dichiarazioni sugli elementi de progetto giudicati interessanti». Ma poi qualcosa nel meccanismo si è inceppato. Ed è lo stesso Majocchi a spiegare di aver intuito come sarebbe andata a finire.
«Normalmente, quando ci sono in ballo proposte del genere, vengono chiesti chiarimenti, approfondimenti, ulteriori spiegazioni. Non è stato così, e credo che questo modo di procedere sia stato quantomeno singolare», dice Majocchi. Il quale ricorda poi come con la giunta di Mario Lucini, «forse ideologicamente meno favorevole all’intervento, vi furono comunque passaggi intermedi. Ci vennero proposte migliorie, alcune delle quali potevano anche essere accolte».
In questo secondo tentativo, invece, non c’è stato nulla di simile. Nemmeno dopo la presentazione in commissione urbanistica, «dove pure avevamo dato indicazioni chiare. Non so perché sia accaduto: forse è mancata la volontà, o forse non c’è stato il coraggio di approfondire».
Eppure, dice Majocchi, forse mai come questa volta si era creato attorno al progetto una «larga condivisione. Certo, i contrari si sono fatti sentire, com’è giusto che sia, ma anche i favorevoli. Abbiamo persino assistito a una raccolte di firme tra i cittadini, cosa forse inusuale in una città come la nostra».
È mancata la politica, secondo Majocchi. Che nella sua riflessione indaga anche i motivi che hanno indotto la giunta a non procedere con la proposta di riqualificazione. «Dire che tra un anno o due ci sarà il parcheggio in Ticosa non sposta, a mio avviso, la questione – afferma l’imprenditore comasco – Anzi, è un’affermazione strana. Anche prima, quando l’area di sosta in via Grandi era aperta, in viale Varese si pagava un euro all’ora e in Ticosa due euro al giorno. Questo perché sono parcheggi con funzioni diverse».
Nemmeno il riavvio dell’iter procedurale del piano del traffico, a detta di Majocchi, può spiegare il no al progetto. «La legge sui project financing consente di fare proposte che non siano inserite negli strumenti di programmazione. Ed è del tutto ovvio: se le previsioni di un piano sono già “chiuse” non avrebbe senso proporre qualcosa che le contrasta».
Oltretutto, insiste Majocchi, «il progetto si poteva ampiamente migliorare. Lo avevamo detto anche in commissione: non avremmo tagliato nemmeno un albero. E il canone che il Comune avrebbe potuto incassare sarebbe stato molto più alto».
A questo dettaglio, certamente molto importante, avrebbe lavorato automaticamente la gara d’appalto.
«Il project financing avrebbe attirato molte imprese – dice Majocchi – e le offerte sarebbero salite, perché per aggiudicarsi l’appalto la parte economica sarebbe stata una leva importante».
La riflessione si conclude con un giudizio severo. «Al di là delle belle parole sulla necessità della collaborazione tra pubblico e privato, il partenariato non è compreso né incoraggiato. Mi auguro che il sindaco si sia reso conto del messaggio negativo che è stato dato in questa occasione – conclude Angelo Majocchi – un messaggio di non collaborazione che sicuramente alimenterà i dubbi tra gli imprenditori sull’approccio mentale di questa giunta».

1 Agosto 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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