Vicari: «Dateci i numeri di via Milano Alta»

alt Il rappresentante dei negozianti

(f.bar.) Il divieto di accesso in via Milano Alta? Inutile fino a prova contraria. Così la pensa Stefano Vicari, presidente dei commercianti proprio di via Milano Alta a Como. «Non contesto la volontà del Comune di ripensare la viabilità. Mi chiedo, però, per quale motivo, finita la fase sperimentale del divieto di acceso dalle 7 alle 9, non ci abbiano più detto niente. Mi sarebbe piaciuto conoscere i risultati. I numeri degli accesi», aggiunge Vicari.
Così non è stato. Finiti i due

mesi di test (luglio e agosto) «ci hanno comunicato che il piano era andato bene e che si partiva. Si accendevano le telecamere e via alle multe. Mi sembra francamente poco», sbotta Vicari. La vicenda è nota. In passato l’assessore alla Mobilità, Daniela Gerosa, aveva illustrato l’idea delle fasce orarie per agevolare il passaggio dei bus e per incentivare l’uso dell’autosilo Valmulini. «Fin da subito siamo stati contrari. Avevamo capito come fosse una decisione presa per fare cassa». Il progetto, però, non si è fermato. Dopo la prova estiva sono state messe in funzione le telecamere. Un iter realizzato senza coinvolgere i commercianti.
«Innanzitutto, il periodo scelto per il test era sbagliato. Era in circolazione la metà dei bus e delle macchine. Inoltre l’installazione degli occhi elettronici indica soltanto che si tratta di un’operazione voluta per punire i cittadini».
Come detto, dei numeri neanche l’ombra. «Ovvero, giusto per fare un esempio, i bus con una corsia di 250 metri libera per due ore al giorno sono sempre arrivati in orario? L’autosilo Valmulini ha incrementato gli ingressi? Non si sa».

Nella foto:
Stefano Vicari

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