Vicenda paratie, le opposizioni attaccano: «Una presa in giro»

Como, cantiere paratie

«C’è sempre qualche intoppo che anche Regione Lombardia non si aspetta. Verrebbe da dire che c’è molta improvvisazione. Perciò, non posso che augurarmi che quelle annunciate ieri dall’assessore Sertori siano le ultime date sbandierate ai quattro venti, visto che finora nessun’altra promessa è stata rispettata».
Angelo Orsenigo, consigliere regionale comasco del Partito Democratico, è l’autore dell’interrogazione che ieri mattina ha “costretto” la giunta lombarda a fare il punto della situazione sul cantiere delle paratie del lungolago di Como.
Il commento di Orsenigo ai nuovi ritardi annunciati dall’assessore è stato ovviamente molto negativo. «Ci hanno preso nuovamente in giro. Dopo aver spedito alle redazioni dei media un filmato grottesco qualche mese fa, adesso ci vengono a dire che le due nuove date per la gara e il cantiere sono subordinate a fattori esterni alla volontà regionale. Sbagliano di continuo i tempi, non sanno che fare. Ma fino a quando pensano di poter prorogare questa vicenda?». Orsenigo insiste nella sua tesi della «inutilità» dell’opera. «Credo che una vera analisi costi-benefici metterebbe in luce quanto le paratie non servano più. Sbaraccare tutto e ricominciare daccapo ha costi enormi, è uno spreco di denaro pubblico che non trova giustificazione».
«Sertori – ha detto ancora il consigliere del Pd – ha riassunto in aula ciò che si sapeva già sin dall’incontro dello scorso mese di ottobre. Nessuna notizia nuova a proposito della progettazione, delle vasche e della passeggiata. Solo hanno “scoperto” adesso che l’area di cantiere per lo stoccaggio provvisorio dei materiali è occupata. Davvero sembrano dilettanti allo sbaraglio».
Molto critico su tempi e modalità di realizzazione delle opere si è detto ieri anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Raffaele Erba.
«Si tratta dell’ennesimo rinvio per un’opera che da tempo non trova conclusione – è stato il commento dell’esponente grillino comasco alle parole dell’assessore Sertori – Alla fine dell’anno scorso la giunta regionale vendeva la pelle dell’orso, o meglio la conclusione del cantiere prima ancora di averlo iniziato. E invece siamo ancora qui ad aspettare un epilogo positivo». Epilogo che, adesso è chiaro, non arriverà in ogni caso prima della primavera del 2022.
«A oggi, dopo molti anni, abbiamo un’opera fallimentare che giace ancora incompiuta – insiste però Raffaele Erba – Como paga ancora le inefficienze altrui. La nostra città si sta affermando sempre più come vetrina turistica internazionale di alto livello. Ma l’immagine che traspare dai continui rimandi sul progetto delle paratie non è per nulla positiva per il nostro capoluogo».
In effetti, era stata la stessa Regione, ormai nel 2016, a prendere in mano il cantiere delle paratie con la promessa di completarlo nel giro di pochi mesi, proprio per assicurare a Como un lungolago che fosse degno di una città in pieno rilancio turistico. Tre anni non sono bastati per trovare il bandolo della matassa. Mentre sulle paratie si sono abbattuti anche gli strali della magistratura, con pesanti conseguenze – al momento soltanto in primo grado – per tecnici e amministratori locali.
«I comaschi dovranno ancora avere molta pazienza – conclude con un po’ d’ironia Raffaele Erba – Ci segniamo anche questa volta le date indicate dall’assessore Massimo Sertori e vigileremo sul rispetto delle nuove tempistiche»,

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