Vicepreside del Caio Plinio non laureato. Esposto del provveditore in Procura

La dirigente: «La magistratura faccia il proprio dovere»
Un esposto in Procura per chiedere alla magistratura di fare luce sull’istituto tecnico “Caio Plinio Secondo” di Como.
La notizia, di per sé dirompente, assume connotati ancora più clamorosi se si specifica che, a presentare l’esposto, è stato il Provveditorato agli Studi di Como. «È vero, l’ho fatto circa tre settimane fa», conferma il provveditore comasco, Claudio Merletti, che precisa di aver «chiesto alla magistratura di verificare se esistano elementi di competenza dei giudici»

. Non è, quindi, una denuncia o una querela. L’Ufficio scolastico provinciale di Como – ex Provveditorato agli Studi – vuole solamente informare i magistrati.
Merletti, nelle sue dichiarazioni, non fa specifico riferimento a un fatto, ma è inevitabile collegare l’esposto al recente episodio che ha scosso le fondamenta della scuola superiore di via Italia Libera: da un’indagine interna si è scoperto che, contrariamente a quanto aveva dichiarato in un’autocertificazione, il vicepreside Marco Scarpi (arrivato al “Caio” quattro anni prima dell’attuale preside) non sarebbe laureato. A raccontare la vicenda è Magda Zanon, preside dell’istituto.
«Abbiamo ricevuto una richiesta di accesso agli atti di due dipendenti. Tra le carte mancanti, non trovavamo il diploma di laurea. Un docente l’ha mandato, mentre il professor Scarpi no. E in seguito si è saputo che il docente non aveva la laurea. Perciò abbiamo rivisto le graduatorie». La laurea non serviva a Scarpi né per fare il vicepreside, né per insegnare, in quanto docente di una materia tecnico-pratica. Ma gli faceva acquisire punti in graduatoria. Il professore un mese e mezzo fa ha rassegnato le dimissioni da vicepreside, con effetto immediato, accolte dalla preside. «Ora ho un altro collaboratore», dice lei.
L’impressione, però, è che l’esposto del Provveditorato sia più ampio rispetto alla singola vicenda della laurea. «Non ipotizzo alcun reato. Ho presentato un esposto complessivo – dice Merletti – anche sui tempi di verifica (da parte della scuola, ndr) dei prerequisiti del personale coinvolto (i docenti, ndr). Chiediamo di verificare se vi siano elementi rilevanti, dal punto di vista della magistratura. L’abbiamo fatto anche per le richieste di chiarimenti avanzate da docenti dell’istituto e dai loro rappresentanti sindacali».
Pare infatti che i sindacati, negli ultimi anni, abbiamo raccolto lamentele dai docenti in merito alla trasparenza della gestione della scuola, alle delibere dei consigli d’istituto e ai permessi ai docenti per la libera professione. A riprova delle lamentele dei sindacati c’è una recentissima lettera firmata da Snals, Cgil, Cisl, e Uil Scuola ai primi di settembre, indirizzata alla preside, nella quale si critica l’atteggiamento di «chiusura» della dirigente nel «riconoscere le peculiarità del collegio docenti».
«La magistratura faccia il proprio dovere, io sono tranquillissima» conclude la preside Zanon.

Andrea Bambace

Nella foto:
La preside del Caio Plinio, Magda Zanon

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