Videosorveglianza nidi e micronidi, le regole dalla Regione

L'interno di un asilo nido

Il tema è particolarmente caldo dopo il recente caso di Cernobbio delle presunte violenze ai danni dei bimbi del nido comunale, che ha portato all’arresto di un’educatrice.

Ora la necessità delle videosorveglianza all’interno di nidi e micronidi arriva in Regione Lombardia con le regole del caso. “Dobbiamo prevedere un referente che gestisca il sistema di videosorveglianza per ogni asilo nido” ha detto Gigliola Spelzini, consigliere regionale comasca della Lega, che ha presentato un’osservazione al testo del Parere sulle modalità d’attuazione della Legge regionale andato al voto oggi in III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia.

“L’asilo nido rappresenta un ambito importante per la crescita e lo sviluppo dei bambini oltre che un servizio di conciliazione delle esigenze familiari con l’attività lavorativa e che negli ultimi anni diversi fatti di cronaca hanno coinvolto queste strutture, evidenziando diverse problematiche anche gravi che a diverso titolo riguardano gli operatori, le famiglie e gli stessi bambini” spiega Spelzini, relatrice del provvedimento nella seduta. “Il provvedimento è composto da due parti – continua Spelzini –  una che prevede una serie di azioni di sensibilizzazione e prevenzione e l’altra l’erogazione di contributi per la videosorveglianza”.

“Per quanto riguarda le iniziative di sensibilizzazione, formazione e prevenzione nei nidi e micro-nidi si prevede un coinvolgimento dei comuni, degli enti del terzo settore e delle autorità competenti. A tal fine ogni ATS all’interno dei propri Ambiti può organizzare iniziative che permettano di individuare precocemente i segnali di disagio e di maltrattamento fisico o psichico, diffondere e promuovere una cultura della sicurezza e dell’ascolto, mediante azioni informative e formative rivolte sia agli operatori che alle famiglie. Al riguardo possono essere utilizzati tutti i canali accessibili, le reti formali ed informali di scambio” sottolinea l’esponente della Lega.

Per quanto riguarda i sistemi di videosorveglianza, “la finalità generale riguarda il benessere e la tutela dei minori che frequentano nidi e micronidi, mettendo a disposizione per le unità di offerta presenti sul territorio regionale contributi per l’acquisto dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso – dice – la dotazione finanziaria è di 600mila euro, 300mila sul 2019 e 300mila sul 2020. Per ogni domanda ammessa a finanziamento è assegnato un contributo pari al 90% dei costi sostenuti fino ad un importo massimo di 5mila euro”. “La tutela e la sicurezza dei nostri figli sarà sempre una priorità per Regione Lombardia” conclude Spelzini.

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