Vigilanza privata, due giorni di sciopero

La Prefettura di Como

Giovedì 1 e venerdì 2 è previsto uno sciopero unitario nazionale di tutto il settore della vigilanza privata. A Como, giovedì, dalle 10.30 alle 13, è organizzato un presidio davanti alla prefettura di Como (parteciperà anche una delegazione proveniente da Lecco). I sindacati hanno chiesto d’essere ricevuti dal prefetto Ignazio Coccia per illustrare le ragioni dello sciopero.
Sono circa 70 mila in tutta Italia, di cui circa 15 mila nella sola Lombardia, gli addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari. A Como hanno sede due aziende tra le più importanti di tutto il territorio nazionale: Sicuritalia e Vedetta 2 Mondialpol.
Il contratto è scaduto nel 2015: «Una trattativa iniziata ben più di tre anni fa – spiegano i sindacati –  e che oggi, nonostante le proposte concrete fatte dalle organizzazioni sindacali, non ha ancora definito punti cruciali per i lavoratori come gli incrementi salariali, i cambi d’appalto, la classificazione del personale, la salute e la sicurezza, e la contrattazione di secondo livello. Non è accettabile che le associazioni datoriali continuino a presentarsi al tavolo con posizioni inammissibili e a totale svantaggio dei lavoratori su vari articoli del contratto nazionale. Gli incrementi salariali proposti sono a dir poco vergognosi, così come la richiesta di una flessibilità assoluta a favore delle sole imprese risulta inaccettabile. Emerge una mancanza di rispetto nei confronti dei migliaia di lavoratori di un settore tanto delicato, quanto complesso». Da qui, la richiesta alla politica e al Governo. «Ci aspettiamo – chiudono i sindacati – che non si limitino solo ad affidare buona parte della sicurezza del Paese a questi lavoratori, ma che si impegnino anche a restituire dignità agli stessi attraverso il valore del lavoro, dei contratti nazionali e della loro applicazione. A maggior ragione per un settore strategico per la sicurezza dei cittadini, dove le politiche di dumping contrattuale, in barba alle norme in materia di appalti, sono all’ordine del giorno».

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