Vigile in distacco a Bari. Cgil e Cisl in coro: «Il Comune chiarisca»

Il caso
Il caso del dipendente comunale distaccato a Bari fa discutere. E dopo l’assessore Paolo Frisoni, intervengono adesso i segretari di categoria di Cgil e Cisl. Entrambi per chiedere chiarezza e per sottolineare come la responsabilità di simili decisioni sia comunque della politica.
Giovedì scorso il Corriere di Como ha rivelato l’esistenza di un “comando” – questa, tecnicamente, è la definizione esatta del distacco temporaneo nel pubblico impiego – alquanto curioso: un agente di polizia

locale è infatti in servizio all’Inps regionale pugliese da almeno 4 anni.
«Dove c’è necessità e disponibilità da parte dell’ente locale, il comando è assolutamente legittimo – dice Matteo Mandressi, segretario Cgil Funzione pubblica – Ma va ricordato come sia necessario sempre il consenso del datore di lavoro. In questo senso, la responsabilità di un distacco anomalo non è del lavoratore, ma di chi lo autorizza. Se l’assessore giudica questa situazione insostenibile, abbia il coraggio di dire chi ha sbagliato e faccia una scelta conseguente».
La segretaria della Funzione pubblica della Cisl dei due Laghi, Felicia Tarulli, è su posizioni simili. «Spesso gli enti pubblici hanno procedure complesse e non aprono graduatorie di mobilità. Il comando è quindi il primo passo in attesa che si sblocchi un trasferimento definitivo. Non conosco il caso specifico, ma sarebbe importante capirne la genesi e i motivi che lo sostengono. E in ogni caso, la responsabilità è di chi decide. Non della persona distaccata».

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