Vigili del fuoco e polizia locale. Quando protestano i tutori dell’ordine

© | . . La protesta degli agenti di polizia locale a Palazzo Cernezzi

La protesta degli agenti della polizia locale di Como, da un lato. Il grido d’allarme del corpo provinciale dei vigili del fuoco, dall’altro. Due fronti aperti che preoccupano e rischiano di sfociare in momenti di tensione e difficoltà. I vigili del capoluogo hanno dimostrato il loro malcontento lunedì scorso, in consiglio comunale, mentre i pompieri hanno rivolto un appello ai vertici nazionali per denunciare la difficile situazione del corpo sul territorio.
Lunedì scorso, durante la seduta del consiglio di Palazzo Cernezzi, con indosso una pettorina gialla, una trentina di agenti della polizia locale si è presentata in aula per una manifestazione di protesta.
Gli agenti che hanno manifestato sono prevalentemente del settore operativo. Contestano la nuova gestione dei turni, i problemi legati all’anzianità e la carenza di formazione. Gli agenti che protestano hanno aderito al Sulpm, il Sindacato unitario lavoratori polizia locale. A fronte di un organico che in passato era di 120 agenti, oggi i vigili di Como sono 85, dei quali circa la metà presta servizio nel reparto operativo. E proprio da questo settore si sollevano le voci più critiche, legate prevalentemente alla riorganizzazione messa in atto di recente dal comando.
In aula, il consigliere comunale di Paco-Sel Vincenzo Sapere ha chiesto di sospendere i lavori per ascoltare gli agenti, ma il sindaco Mario Lucini e l’assessore alla polizia locale Paolo Frisoni si sono opposti rinviando l’incontro ad altre sedi. Il presidente del consiglio comunale Stefano Legnani ha accolto comunque la richiesta di Sapere e un gruppo di consiglieri ha ascoltato le istanze dei vigili.
Già tempo fa i vigili avevano chiesto di istituire un tavolo tecnico per affrontare con l’amministrazione i problemi segnalati. Al momento però non è stata avviata alcuna trattativa e il sindacato attende le mosse dell’amministrazione comunale.
«Non accetto questo metodo e non ho approvato la sospensione dei lavori del consiglio – ha commentato l’assessore comunale alla polizia locale – Per quanto riguarda le trattative, sono abituato a procedure diverse. La mia disponibilità c’è sempre stata. Appena chiederanno formalmente un incontro lo organizzeremo. Vorrei che fossero presenti anche le altre forze sindacali per affrontare le questioni pure con chi rappresenta gli altri agenti».
«Rispetto molto il corpo – ha aggiunto Frisoni – e pur avendo annunciato da giorni che a causa di un precedente impegno non sarei stato in consiglio ho fatto di tutto per essere in aula. Non ho però condiviso il metodo e l’ho detto chiaramente».
È un grido d’allarme unitario invece quello lanciato dai rappresentanti sindacali dei vigili del fuoco, che hanno scritto una lettera ai vertici nazionali e regionali, oltre che al prefetto di Como Bruno Corda. «La situazione del comando provinciale si aggrava ogni giorno di più nonostante la buona volontà del personale di far funzionare al meglio le cose – si legge nel testo – La situazione di Como è la più urgente e drammatica della Lombardia e necessita di un intervento immediato».
Tra i problemi più gravi, i vigili del fuoco segnalano la carenza di personale qualificato. A fronte di un organico teorico che dovrebbe essere di 71 unità, il personale effettivo è ridotto a 21 uomini, 50 meno del necessario, pari al 70%. Problemi gravi anche sul fronte delle sedi. Il distaccamento di Cantù ha ricevuto lo sfratto ed entro la fine di marzo dovrà lasciare i locali mentre in via Valleggio ci sono problemi economici e il rischio di dover lasciare la struttura o pagare un affitto maggiore. Per le difficoltà economiche, inoltre, non c’è la possibilità di riparare i mezzi e di fare la necessaria manutenzione.
Anna Campaniello

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