Vigili del fuoco, famiglia e scienziati. Ecco in che cosa credono i comaschi
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Vigili del fuoco, famiglia e scienziati. Ecco in che cosa credono i comaschi

I cittadini hanno fiducia nei vigili del fuoco I cittadini hanno fiducia nei vigili del fuoco

Famiglia, vigili del fuoco e scienziati. Una ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria ha rilevato quali sono le figure e le istituzioni che riscuotono maggior consenso tra i cittadini italiani.

Grazie a oltre 1.100 questionari, distribuiti in gran parte nelle province di Como, Milano e Varese, gli studenti del secondo anno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione hanno svolto un’indagine sociologica basata su tre domande: la prima riguardava la fiducia verso le “istituzioni”, la seconda la fiducia verso le professioni e l’ultima le cause dello scarso coinvolgimento dei cittadini verso l’informazione.

L’istituzione “famiglia” è quella che ha registrato il maggior indice di gradimento, con una percentuale dell’89,20% sul totale, evidenziando come gli italiani rimangano fortemente legati ai valori tradizionali.

Al secondo posto troviamo i “vigili del fuoco” con il 46,3%; mentre in terza posizione la “ricerca scientifica” con il 35,8%. Quest’ultima registra un forte incremento rispetto agli anni passati.

Da segnalare la fiducia verso il Papa, votato in particolare dagli italiani sopra i 36 anni. Francesco è visto come un innovatore della Chiesa, in grado di riformare una debole istituzione religiosa. Basse percentuali hanno invece ottenuto la politica e lo Stato. In discesa anche altre istituzioni come l’Inps, il Consiglio Regionale e la figura del sindaco. Gli unici risultati leggermente positivi hanno riguardato il presidente della Repubblica e le istituzioni europee, ritenuti in grado di effettuare un controllo più affidabile e imparziale sugli altri enti.

La figura professionale che ispira maggiore fiducia è quella del medico con il 56,7% seguita da quella dello scienziato (31,9%) e del farmacista (25,6%).

Per quanto riguarda l’ultima domanda, i giovani under 18 ritengono che l’informazione tradizionale sia stata soppiantata dal Web. Le fasce d’età più alte sottolineano l’eccessiva influenza degli editori e delle forze politiche sul lavoro delle varie testate.

A ciò si aggiunge l’insofferenza di fronte a notizie troppo spettacolarizzate e facilmente strumentalizzabili, oltre alla diffidenza verso le fonti informative considerate spesso non affidabili.  Cala, di conseguenza, la fiducia verso i giornalisti (8,20%). Nonostante tutto il questionario lascia una nota di speranza: solo il 3,50% del campione è disinteressato all’informazione.

 

27 aprile 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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