Vigili del fuoco, mancano capisquadra e funzionari

altPompieri a ranghi ridotti
Per queste figure qualificate la carenza a Como è di 30 uomini, il 60% dell’organico previsto

Vigili del fuoco a ranghi ridotti a Como. Il blocco del turn over e delle sostituzioni sta creando grosse difficoltà di gestione e organizzazione ai pompieri lariani. L’allarme riguarda soprattutto i capisquadra e i funzionari, per i quali la carenza è addirittura del 60%. All’appello mancano oltre 30 figure qualificate che dovrebbero rivestire questi ruoli.
La festa della patrona del corpo, Santa Barbara, ricorrenza celebrata ieri con una messa officiata dal vescovo di Como, monsignor Diego

Coletti, è stata l’occasione per stilare un bilancio delle attività dell’anno che volge al termine.
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Como, Marisa Cesario, non ha nascosto la difficoltà del momento. «La situazione del Paese è nota a tutti e il corpo non è escluso dal quadro generale – ha detto il comandante – Abbiamo attualmente circa 140 vigili del fuoco in servizio permanente ma le risorse umane sono in continua diminuzione».
Il capitolo più critico è quello di capisquadra e funzionari qualificati. «La carenza su questo fronte è del 60% circa – dice il comandante – Su 9 funzionari che dovremmo avere in organico, attualmente ne abbiamo 3. Per quanto riguarda i capisquadra, all’appello mancano circa 24 unità su 40 che dovrebbero essere. Nel primo semestre del 2014, con il passaggio di livello di alcuni vigili del fuoco dovremmo migliorare, almeno in parte la situazione, ma il problema resta».
Gli interventi di soccorso sono sempre garantiti. «La situazione è difficile ma non significa che non siamo in grado di far fronte alle richieste di intervento – dice Marisa Cesario – Il soccorso è comunque sempre assicurato, anche in caso di emergenza. Può capitare di lavorare in collaborazione anche con i comandi vicini, ma la risposta è sempre garantita, nonostante le oggettive difficoltà quotidiane alle quali dobbiamo far fronte».
Nonostante il personale sia in continua diminuzione e sebbene sia necessario fronteggiare tagli continui, i numeri degli interventi svolti nell’ultimo anno, dall’inizio di novembre del 2012 alla fine di ottobre del 2013, mostrano un’attività sempre molto significativa sui diversi fronti di impegno.
Complessivamente, nel periodo indicato gli interventi sono stati 3.973. L’impegno principale per i pompieri comaschi è dato ovviamente dai servizi per incendi e scoppi, in totale 873 operazioni, in calo rispetto allo scorso anno grazie, come ha spiegato il comandante, «all’attività di prevenzione, ai nuovi impianti e alle normative più recenti in fatto di sicurezza». E proprio l’attività di prevenzione registra numeri importanti: 355 i pareri di conformità rilasciati, 139 i sopralluoghi effettuati, 442 i certificati di prevenzione incendi rinnovati.
Numeri in crescita anche per gli interventi in occasione di incidenti stradali, con soccorso alle persone coinvolte, e per le ricerche di annegati e il recupero di imbarcazioni in difficoltà. Complessivamente, le operazioni sul lago sono state 55. I soccorsi per fughe di gas sono stati invece 131, mentre sono ben 460 le richieste di aiuto per danni provocati dall’acqua.
Durante la messa per la patrona, il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, ha espresso, a nome anche dell’intera comunità, la profonda gratitudine per il servizio svolto dai vigili del fuoco. La ricorrenza di Santa Barbara è stata anche l’occasione per consegnare sette diplomi di lodevole servizio al personale che ha raggiunto l’età della pensione: Francesco Giuseppe D’Angelo, Alberto Todaro, Emanuele Tizza, Salvatore Silvestro, Tiziano Frasson, Emanuele Logallo, Giampiero Maesani. Tre invece le croci di anzianità: Gianpietro Barloni, Pietro Ferruccio Pellegrini e Giuseppe Scura.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il vescovo di Como, Diego Coletti, ha celebrato ieri la messa per la ricorrenza di Santa Barbara, la patrona del corpo dei vigili del fuoco

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