Villa Carlotta, la magia di un restauro: Una mostra per celebrarlo

Villa Carlotta

Tornano a essere visibili al pubblico nel loro splendore originario e nel luogo per cui furono concepite tre fra le più importanti tele dipinte nel Seicento a Como.
Sono le “Storie di San Francesco Saverio” intrecciate con i Marchesi Clerici, costruttori di Villa Carlotta e del primo nucleo del parco.
Si tratta di uno dei cicli pittorici più importanti conservati in provincia di Como, sia per la qualità delle opere realizzate da tre dei maggiori artisti attivi in Lombardia alla fine del Seicento – Legnanino, Filippo Abbiati e Paolo Cazzaniga – sia per la loro rilevanza storica. La mostra “Splendori del Settecento sul Lago di Como. Villa Carlotta e i marchesi Clerici”, aperta fino al 3 novembre nel Museo della dimora Tremezzina, mette un altro fondamentale tassello di storia locale con la collocazione dei tre dipinti. Opere che celebrano quell’epoca d’oro in cui la potente famiglia Clerici portò a compimento l’abbellimento della sua villa di delizia sul Lago di Como. Domenica 21 luglio, alle 10, inoltre, nell’ambito dell’esposizione, un percorso tematico guidato racconterà proprio quel secolo di grande bellezza.
La direttrice di Villa Carlotta, Mariangela Previtera, ripercorre il cammino che ha portato sino alla mostra e al restauro dei dipinti definendolo «quasi un’indagine poliziesca».
«Una caccia agli indizi – racconta – recuperati spulciando soprattutto nelle minuziose descrizioni delle visite pastorali dei secoli scorsi, in cui venivano riportati dettagli che hanno permesso di ritrovare e ricollocare le opere».
I dipinti dove si trovavano?
«Questi tre dipinti decoravano il primo oratorio annesso a Villa Carlotta costruito dai Clerici alla fine del Seicento. Nel Novecento vennero trasferiti nella chiesa di San Lorenzo a Tremezzo e dimenticati. Grazie alla Fondazione Comasca e alla Diocesi è partita l’iniziativa di recupero».
«Il restauro, curato da Eliana Tovagliaro, che terrà una conferenza a Villa Carlotta il 26 ottobre, ha fatto riaffiorare le splendide cromie del Legnanino – continua la direttrice – è stato inoltre recuperato l’altare originario dei Clerici che era finito nella chiesa barocca di San Bartolomeo».
I tre dipinti, come detto, raffigurano episodi della vita di Francesco Saverio.
«Le famiglie aristocratiche del tempo lo avevano molto a cuore – spiega Previtera – poiché si tratta di un Santo pellegrino che girava il mondo. In un dipinto, per esempio, è raffigurato il battesimo di una principessa indiana che è in realtà una nobildonna del Settecento. Fattore importante era creare uno stretto rapporto tra committente e opera».
«Questo lavoro di ricerca e di recupero – aggiunge Mariangela Previtera – è stato importante anche per dare un volto ai Marchesi Clerici».
Villa Carlotta venne costruita intorno al 1690 per volere del marchese Giorgio II Clerici. La famiglia, originaria della zona, si era arricchita grazie al commercio di tessuti e la villa era un manifesto del suo successo. «Non a caso i Clerici vollero che la dimora fosse edificata ben in alto sul Lago – conclude Previtera – la conformazione della riva venne modificata riservando un’ampia area agricola ai contadini. Si possono ammirare carte che mostrano Tremezzo come un piccolissimo borgo con la villa che svettava».
Particolarità: anche allora era aperta al pubblico. Per mostrarne i capolavori.

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