Villa Erba, cattive notizie dal Mise: la ricapitalizzazione è in forse

Villa Erba, Cernobbio

Rischia di naufragare la ricapitalizzazione di Villa Erba. Il ministero dello Sviluppo economico (Mise) non ha ancora dato il suo necessario parere alla Camera di Commercio di Como e Lecco, uno dei quattro soci pubblici del centro espositivo.
Stando a quanto si è appreso da fonti interne a via Parini, da Roma sarebbe tuttavia giunto un preannuncio negativo.
Il no del Mise alla ricapitalizzazione da parte della Camera di Commercio sarebbe fondato sul giudizio molto critico espresso dal collegio sindacale dello stesso ente camerale in una relazione depositata tempo fa.
La scadenza del 30 settembre per il versamento del nuovo capitale – 2,2 milioni di euro – potrebbe quindi non essere rispettata. In linea di principio, gli altri enti pubblici proprietari di Villa Erba (Comune di Como, Provincia di Como e Comune di Cernobbio) potrebbero ugualmente versare le loro quote, peraltro già deliberate in seno ai rispettivi consigli.
Ma un parere negativo del Mise potrebbe rivelarsi un ostacolo complicato da aggirare. Intanto, sarebbe importante capire se i rilievi del ministero hanno natura tecnica o politica. E poi sarebbe decisivo valutare se questi stessi rilievi possano essere estesi a tutti i soci pubblici.
Di certo si sa che domani, nella seduta di giunta convocata dopo il consiglio camerale, l’argomento sarebbe stato portato all’attenzione del vertice della Camera di Commercio. Non è da escludere che adesso la questione possa diventare oggetto di discussione anche nello stesso consiglio.
L’aumento di capitale proposto dal cda di Villa Erba è legato a un piano di investimenti con obiettivi di medio e lungo periodo: dalla realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico al condizionamento della Villa Bernasconi, allo sviluppo di una più moderna piattaforma digitale.
Per ammissione di alcuni dirigenti del centro espositivo, la documentazione inviata al Mise con l’illustrazione del piano aveva lasciato qualche dubbio. Ma nessuno aveva ipotizzato un finale negativo. Tutt’altro.
Sono state però le perplessità sollevate dal collegio sindacale, con ogni probabilità, a spostare l’orientamento del ministero.
Una cosa è chiara: in un momento in cui i rapporti interni alla Camera di Commercio tra le componenti comasca e lecchese appaiono alquanto tesi, questa vicenda non aiuta minimamente. La fusione a freddo tra gli enti camerali delle province lariane è stata più subìta che voluta. E la ricapitalizzazione di Villa Erba, con un investimento per via Parini di quasi mezzo milione di euro, ha reso forse ancora più problematico il già difficile governo dell’ente.
L’economia comasca, però, non può rinunciare a cuor leggero al rilancio di Villa Erba. Dopo molti anni di bilanci in rosso, nel 2018 il polo espositivo era riuscito finalmente a tornare con i conti in attivo. E il piano di investimenti sembrava poter sostenere questa ripresa.
Alcuni componenti del cda hanno fatto sapere al Corriere di Como che anche senza ricapitalizzazione, il piano andrà comunque avanti. A tappe meno forzate, forse, ma in ogni caso seguendo la linea indicata.
I 2,2 milioni di capitale fresco non possono tuttavia essere considerati soltanto una possibilità. Su quella entrata straordinaria si era infatti poggiata gran parte della strategia di rilancio dei padiglioni cernobbiesi, oggi costretti a fronteggiare una concorrenza interna davvero molto agguerrita.
Entro pochi giorni si saprà comunque come andrà a finire. Il 30 settembre, come detto, scade il termine per il versamento delle quote di nuovo capitale. La Camera di Commercio potrebbe anche decidere di posticipare il pagamento, in attesa di ricevere il parere formale del Mise. Tutto lascia supporre però che a questo punto anche gli altri soci pubblici, prima di dare il via libera alla tesoreria, vogliano leggere le indicazioni provenienti dal ministero.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.