Villa Erba, Como verso il ritiro della delibera. Anche Cernobbio ci pensa
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Villa Erba, Como verso il ritiro della delibera. Anche Cernobbio ci pensa

Per una Ticosa rinviata di un paio di giorni, c’è un’altra delibera che potrebbe slittare a settembre o essere addirittura ritirata. Si tratta del via libera alla modifica statutaria della società di gestione di Villa Erba. L’assemblea della spa è convocata per il 26 luglio. Per quella data, i soci devono aver approvato la modifica dello Statuto che impone il possesso del 51% delle quote societarie a enti pubblici. Decaduto questo articolo, si avrebbe il benestare alla privatizzazione, con l’ingresso, previsto entro la fine dell’anno, di un forte soggetto in grado di ricapitalizzare.
Oggi i soci di Villa Erba sono sia enti pubblici – Camera di Commercio (25,187% delle azioni), Provincia (16,788%), Comune di Como (7,312%), Comune di Cernobbio (3,912%) – sia soggetti privati: Fondazione Fiera Milano (21,244%), Confindustria Como (13,072%), Intesa SanPaolo (4,878%), Cia (4,410%), Ascontex (1,637%) e Droulers (1,559%).
Già giovedì pomeriggio, nella Commissione di Palazzo Cernezzi, si era intuito che a Como per la delibera non sarebbe stata una passeggiata. Due voti favorevoli (Lega), astensione di Pd e Fratelli d’Italia, contro Rapinese Sindaco e assenze in Forza Italia.
Con lo slittamento della delibera sulla Ticosa a lunedì, si sarebbe dovuto convocare un nuovo consiglio martedì sera per Villa Erba, con possibile coda mercoledì. Troppo. Così il vicesindaco Alessandra Locatelli ha chiesto all’assessore alle Partecipate e compagno di partito, Adriano Caldara, di ritirare la delibera, almeno fino a settembre.
Ma c’è anche un’altra amministrazione che sta pensando seriamente se votare o meno la delibera, si tratta di Cernobbio. L’assenso annunciato dal sindaco nei giorni scorsi aveva portato alle dimissioni del neo-assessore al Bilancio. Ora la votazione è all’ordine del giorno martedì sera, ma dopo la discussione di una mozione contraria. «Ne voglio parlare con il gruppo di maggioranza e anche con il consiglio – dice il sindaco Matteo Monti – Voglio fare il bene di Cernobbio. Villa Erba è sul nostro territorio e ogni decisione passerà comunque da qui. Sulla proposta di modifica dello statuto, noi con il nostro 4% e Como con il 7% non possiamo fare molto, visto che in assemblea straordinaria saranno sufficienti i due terzi dei soci».
Sul tema è intervenuto ieri anche Alessio Butti, deputato di Fratelli d’Italia. «Il progetto di privatizzare era chiaro da anni – dice Butti – Solo io all’epoca feci opposizione. Bisogna però capire dove sono finite le risorse pubbliche investite dall’avvio dell’operazione, visto che adesso si parla con insistenza di privatizzare e mettere in disparte il pubblico. Inviterei i Comuni coinvolti (Como e Cernobbio) e la Provincia a organizzare dibattiti pubblici per spiegare le ragioni delle difficoltà delle gestioni passate. In alcuni mandati, con la presidenza di Marco Ambrosini, ad esempio, si lavorò anche bene», conclude Butti.

21 Lug 2018

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